Babbel, il 30 luglio è la giornata Internazionale dellAmicizia

Gli esperti di Babbel accompagnano in un viaggio culturale alla scoperta di espressioni e parole che descrivono i rapporti speciali tra persone

Autore: Redazione BitCity

Dal caffè turco ai cavalli tedeschi: come cambia il concetto di amicizia in giro per il mondo. Costruire amicizie con persone provenienti da culture diverse dalla propria può essere una sfida complessa, dovendo affrontare differenze culturali e barriere linguistiche spesso inaspettate. L’amicizia è infatti un valore universale, ma non per questo monolitico e omogeneo - come si potrebbe erroneamente pensare - con innumerevoli declinazioni nelle diverse società del mondo. In occasione della Giornata Internazionale dell’Amicizia che ricade annualmente il 30 luglio, gli esperti di Babbel, azienda per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live, invitano quindi a riflettere sulle diverse accezioni che il concetto di amicizia assume in vari Paesi. Per farlo hanno creato un viaggio culturale alla scoperta di espressioni e parole curiose, utili a coltivare amicizie internazionali ed evitare spiacevoli fraintendimenti con le nuove conoscenze estive. “Quando si parla di termini ed espressioni inerenti alla sfera dell’amicizia è necessario procedere con estrema cautela: il rischio di ricorrere a parole troppo azzardate è dietro l’angolo. Certe espressioni possono risultare simpatiche e affettuose se rivolte ai propri amici, ma al contempo offensive e irrispettose se usate con chi non si conosce ancora bene. In tal senso, apprenderne il significato e il contesto d’utilizzo può aiutare a evitare spiacevoli malintesi, offrendo al contrario l’opportunità di sentirsi a proprio agio e aprirsi alla conoscenza altrui fin da subito – ha commentato Gianluca Pedrotti, Principal Learning Content Editor di Babbel. Le espressioni idiomatiche più divertenti sull’amicizia Le diverse lingue offrono numerose espressioni idiomatiche sull’amicizia. Conoscerle permette di scoprire alcune delle sfumature culturali più curiose legate al legame speciale che si può creare tra persone: Pferde stehlen: questa simpatica espressione, che si traduce come “rubare cavalli”, può essere usata in tedesco per riferirsi ad amici leali e sempre pronti a tutto, persino alle pazzie più impensabili. Se si vuole analizzare ulteriormente l’origine del significato, si deve pensare ad un tempo in cui i cavalli erano il mezzo di spostamento più sicuro ed affidabile, oltre che estremamente costoso; si fa quindi riferimento ad amici talmente fidati da non tirarsi mai indietro, anche di fronte ad una richiesta folle come quella di ‘rubare cavalli’. Être copains comme cochons: attingendo dal mondo animale, questa espressione francese apparentemente paragona gli amici ai maiali, come suggerisce la traduzione letterale “essere amici come i maiali”. Eppure, in questo caso, la figura dell’animale è fuorviante: il termine “cochon” è, infatti, una storpiatura del francese antico “soçon”, che a sua volta deriva dal latino “socius”, ovvero “compagno, alleato”. Two peas in a pod: letteralmente “due piselli in un baccello”, si utilizza per definire amici per la pelle, identici in tutto e per tutto (può essere usata anche per descrivere una grande somiglianza fisica traducendo l’italiano “due gocce d’acqua”). Come facilmente intuibile, la vicinanza emotiva è resa attraverso l’immagine dei piselli, più o meno tutti simili per colore e dimensioni, racchiusi all’interno di uno stesso baccello. To get on like an house on fire: sembrerà strano ma “andare d’accordo come una casa in fiamme” è un’espressione inglese molto popolare che sottolinea l’immediatezza e la sintonia di un rapporto di amicizia nato da poco, ma già molto forte. Di antica origine (la prima comparsa risale alla biografia di Federico II di Prussia scritta da Thomas Carlyle nel 1741), il significato è probabilmente legato alla rapidità con cui le case di legno e paglia prendevano fuoco in passato. As thick as thieves: paragonabile all’italiano “pappa e ciccia” e usata fin dall’inizio del XIX secolo, una delle interpretazioni di questa espressione la riconduce al francese “s’entendre comme larrons en foire”, ovverosia “andare d’accordo come ladri ad una fiera”. Complici come ladri, in altre parole. Per chi fosse curioso di conoscere altre espressioni, su Babbel è disponibile il podcast Famous Last Words, dove un britannico e un americano si sfidano distorcendo l’uno le parole dell'altro, facendo i linguacciuti e riflettendo sulle stranezze della lingua inglese. Ser uña y carne: molto usata in Messico, si traduce come “essere unghia e carne” e significa “essere inseparabili, essere amici per la pelle”; la vicinanza fisica delle unghie e della carne rende molto bene la connessione tra migliori amici. Amigo / amiga velho(a) de guerra: letteralmente “vecchio amico della guerra”, questa espressione portoghese descrive gli amici di lunga data, iperbolicamente, “dai tempi della guerra”. Amici di caffè e filosofia Il concetto di ‘migliori amici’ è molto più differenziato culturalmente di quanto si possa immaginare, con ricadute anche a livello linguistico. In Turchia, nella frase “bir kahvenin kirk yil hatiri vardir”, letteralmente “un caffè ha 40 anni di memoria”, emerge, ad esempio, la centralità del caffè. La sua valenza simbolica è talmente importante che si dice che un’amicizia iniziata con un caffè sia destinata a durare per sempre. Nella cultura greca, è invece il concetto di “παρέα a esprimere un’amicizia salda e profonda: sebbene non abbia un equivalente in italiano, la parola fa riferimento ad un gruppo di amici sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda valori e idee, che amano celebrare le piccole cose della vita ed apprezzare ogni momento insieme per il puro piacere della reciproca compagnia. In finlandese, il termine “amico” ha invece una doppia traduzione: si differenzia tra “kaveri”, un termine generico per definire i propri amici, e ystävä”, che, invece, sottolinea un tipo di legame particolarmente radicato e quasi unico. Anche nella cultura giapponese esiste una parola specifica per indicare il livello più alto dell’amicizia: “nakama” ( ), ovvero amici considerati parte integrante della famiglia (non necessariamente persone con cui si trascorre molto tempo insieme, bensì con cui si ha un rapporto viscerale).Occhio all’equivoco! In molte lingue esistono termini con un duplice ed impensabile significato, al punto che la sola traduzione letterale potrebbe trarre in inganno chi non conosce il reale uso di queste espressioni. To make strange bedfellows: se la traduzione letterale può far sorridere - “essere strani compagni di letto” - questa frase, in realtà, significa essere persone diametralmente opposte, ma sorprendentemente in sintonia: all’italiana, “essere una strana coppia”. Cara: il portoghese “viso” è anche uno slang brasiliano per “amico”, simile all’inglese “dude, mate”. Habib (حبيب): la parola araba “amato, caro”, nonostante la connotazione molto sentimentale, può essere usata anche fuori dalla sfera dell’amore per definire un “buon amico”. Alter: in Germania, nel gergo giovanile, si usa l’aggettivo sostantivato “vecchio” per rivolgersi ai propri amici, l’equivalente del “vez” tanto diffuso tra i giovani di Bologna. Attenzione, però, il termine potrebbe risultare offensivo, se utilizzato con persone con cui non si ha ancora confidenza. Кај си бе брат: questa espressione slava non va intesa solamente alla lettera (“Dove sei fratello?”), ma come un modo per salutare i propri amici (“Che si dice? Come va?). Llave: se in Colombia si viene chiamati con la parola “chiave”, non è perché si deve aprire una porta, bensì vuol dire che si è parte di una cerchia di amici molto stretti; in altre parole, chi se lo sente dire è così prezioso ed insostituibile che gli amici farebbero di tutto pur di non perderlo! Ma gueule: in francese il termine “gueule”, che normalmente indica il muso di un animale, è invece comunemente usato tra i giovanissimi per salutare gli amici. “Ça va, ma gueule?” si può dunque tradurre in italiano con “ciao fra”.

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