Accesso non autorizzato ai dati di 1,2 milioni di conti bancari in Francia

Le informazioni interessate dall'accesso comprendevano numeri di conto, dati anagrafici e, in determinate circostanze, codici fiscali. Restano esclusi dalla violazione i saldi e le credenziali per disporre operazioni finanziarie.

Autore: Redazione BitCity

Secondo quanto riportato da Le Monde, un hacker ha utilizzato credenziali sottratte a un funzionario del governo francese per accedere a un database nazionale contenente informazioni relative a 1,2 milioni di conti bancari. Lo ha annunciato il Ministero dell’Economia francese il 18 febbraio. I dati oggetto dell’accesso includevano numeri di conto, nomi, indirizzi e, in alcuni casi, codici fiscali. Non risultano invece coinvolti i saldi dei conti né la possibilità di effettuare operazioni finanziarie. Una volta rilevato l’accesso non autorizzato, le autorità lo hanno bloccato e impedito l’esfiltrazione dei dati. Benoit Grunemwald, Cyber Security Evangelist di ESET France: “La violazione che ha coinvolto il registro nazionale francese dei conti bancari (FICOBA) non evidenzia debolezze tecniche dell’infrastruttura. Dimostra piuttosto che per accedere a informazioni sensibili non è sempre necessario attaccare direttamente i server, generalmente ben protetti. Sfruttare vulnerabilità organizzative può essere altrettanto efficace. L’accesso non autorizzato a dati relativi a circa 1,2 milioni di conti bancari, inclusi elementi identificativi, dettagli IBAN, indirizzi, codici fiscali e talvolta informazioni di stato civile, rappresenta un’esposizione significativa che potrebbe alimentare frodi finanziarie e furti di identità. Le autorità hanno reagito rapidamente, applicando restrizioni immediate agli accessi, presentando denuncia, informando la CNIL, l’autorità francese per la protezione dei dati personali e coordinando le attività tra il Ministero dell’Interno e ANSSI, l’agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informativi. Questa risposta coordinata dimostra un elevato livello di maturità, ma mette anche in evidenza i limiti nella gestione delle identità, nell’autenticazione e nel controllo degli accessi all’interno di sistemi complessi utilizzati da numerosi soggetti”.

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