Lintelligenza artificiale impara il dialetto per abbattere le barriere sanitarie
Il progetto PARLA CHIARO dell'Università Federico II vince la sfida di Microsoft per la tutela delle lingue locali nell'assistenza medica digitale.
Autore: Redazione BitCity
L'Università degli Studi di Napoli Federico II segna un passo avanti fondamentale per la sovranità digitale e la conservazione dell'identità linguistica italiana grazie al progetto PARLA CHIARO. L'iniziativa è stata selezionata tra i sedici vincitori della LINGUA Open Call, un bando promosso dall'AI for Good Lab di Microsoft in Europa per contrastare la sottorappresentazione delle lingue cosiddette a basse risorse nei modelli di intelligenza artificiale. Mentre sistemi avanzati dominano l'inglese o lo spagnolo, dialetti ricchi di storia come il napoletano, il siciliano e il romanesco rischiano l'esclusione tecnologica. Grazie a questo riconoscimento, l'ateneo napoletano riceverà fondi e competenze tecniche per sviluppare soluzioni capaci di integrare le parlate locali nel futuro dell'innovazione digitale.
La necessità di un simile strumento emerge dai dati ISTAT, che evidenziano come oltre il quaranta per cento della popolazione italiana utilizzi il dialetto nei rapporti relazionali, con punte significative anche nelle interazioni con estranei. Il team di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione ha identificato una criticità specifica nel settore sanitario, dove la comunicazione tra medico e paziente è spesso mediata da espressioni dialettali, specialmente tra gli anziani e nelle aree rurali. I modelli linguistici attuali, addestrati prevalentemente sull'italiano standard, faticano a interpretare correttamente queste sfumature, rischiando di generare incomprensioni, errori di trascrizione o vere e proprie allucinazioni digitali che potrebbero compromettere l'affidabilità delle diagnosi o della telemedicina.
PARLA CHIARO si propone di risolvere questo gap attraverso la creazione di dataset sanitari di alta qualità focalizzati proprio su napoletano, romanesco e siciliano, avvalendosi del supporto di linguisti e clinici esperti. Il cuore tecnologico del progetto risiede nel Dialect-Aware Warning System, un sistema in grado di rilevare automaticamente termini ambigui e suggerire chiarimenti in tempo reale o traduzioni semiautomatiche. Sebbene il focus iniziale sia la salute, gli sviluppatori guardano già a un futuro in cui questa tecnologia potrà essere applicata ai servizi pubblici e agli sportelli comunali, garantendo che nessun cittadino venga lasciato indietro a causa della lingua che parla tra le mura di casa.
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