La Sony Playstation non si modifica perchè è reato. Così sentenzia la Cassazione
Anche le Playstation sono protette dal diritto d'autore ed è un reato modificarle per caricare videogiochi non originali. Così la Cassazione riconosce alla console Sony la patente di "opera dell'ingegno" e condanna chi vende chip in grado di modificarla per utilizzare videogiochi masterizzati.
Autore: Redazione D.Life
Anche le Playstation sono protette dal diritto d'autore ed è un reato modificarle per caricare videogiochi non originali. Così la Cassazione riconosce alla console Sony la patente di "opera dell'ingegno" e condanna chi vende chip in grado di modificare le Playstation per utilizzare videogiochi masterizzati. Così sancisce la Quarta Sezione Penale, che con la sentenza 1243, ha confermato la condanna del socio di un'azienda di distribuzione di prodotti elettronici di Salorno, comune della Provincia di Bolzano, che attraverso il proprio sito Internet aveva messo in commercio dei "mod-chip" destinati ad alterare la Playstation2 e a consentire la fruizione di videogiochi masterizzati. Condannato in primo grado e assolto in appello, il commerciante si era visto annullare con rinvio dalla Suprema Corte la sentenza favorevole. Già con la precedente decisione i giudici avevano spiegato che "...i videogiochi sono qualcosa di più articolato rispetto ai programmi per elaboratore comunemente in commercio", aggiungendo che possono essere definiti "...opere dell'ingegno complesse e multimediali". Ora la Playstation Sony non è più un semplice console ma, a parere dei magistrati, una "..macchina automatica per l'elaborazione dell'informazione". La Corte d'appello di Trento, che aveva inizialmente assolto il venditore di chip per le modifiche, ha quindi rivisto la propria decisione giungendo ad una sentenza di condanna. Inutile il nuovo ricorso in Cassazione, secondo la quale "...se l'uso prevalente della Playstation modificata è quello di leggere videogiochi masterizzati", c'è violazione delle misure di protezione adottate da Sony a tutela del diritto d'autore. In sostanza, l'azienda di Bolzano dovrà anche risarcire le spese del giudizio alla Sony, costituitasi parte civile.
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