Microsoft intende ricorrere in appello contro la sentenza che impone alla società una multa da 290 milioni di dollari, somma che risarcisce i4i, software house canadese proprietaria di una tecnologia inclusa illegalmente in Word.
Autore: Andrea Sala
Microsoft non ci sta: sono troppi i 290 milioni di dollari di multa e costituirebbero un precedente troppo grave per eventuali situazioni simili in futuro. Non è finito quindi il processo che vede scontrarsi il colosso di Redmond e la software house canadese i4i, per una tecnologia legata al formato XML inclusa in Word 2003 e 2007: il Giudice, lo scorso 22 dicembre, aveva già dato ragione alla piccola azienda, comminando la maxi multa e imponendo il ritiro del software in oggetto dagli scaffali. Successivamente Microsoft ha scongiurato il blocco delle vendite modificando le versioni di Word incriminate, senza però abbandonare la battaglia in tribunale. La società ha infatti comunicato di aver presentato istanza di ricorso, per far luce sulla faccenda e, in caso di seconda sconfitta, ridurre il risarcimento. Intanto è disponibile la patch che esclude la tecnologia custom XML dalla suite Office. Non si conosce ancora la data del nuovo processo ma Microsoft è decisa a non cedere, come si legge in una nota: "La nostra richiesta di revisione mette in luce alcuni conflitti significativi che la sentenza del 22 dicembre scorso avrebbe secondo noi prodotto rispetto a precedenti decisioni oltre che in materia di determinazione dell'ammontare degli importi risarcitori".
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