Il noto social network Facebook ha ammesso di aver assoldato una società di pubbliche relazioni per screditare Google sul tema della privacy.
Autore: Chiara Bernasconi
Il social network di Mark Zuckerberg si è rivolto all'agenzia Burson-Marsteller con l'intento di mettere in cattiva luce tramite articoli denigratori la società di Mountain View sul tema scottante della privacy. La Burson-Marsteller è una delle più grandi aziende di pubbliche relazioni del mondo, con uffici in circa cento paesi diversi. Negli ultimi giorni, negli Stati Uniti, ha provato a suggerire a diversi giornali e mezzi di comunicazione articoli che criticavano Google, cercando di farli investigare su violazioni della privacy che il motore di ricerca faceva nei confronti dei suoi utenti. Le indiscrezioni circolavano da giorni, ma la conferma è arrivata quando un blogger, contattato dalla società di PR Burson-Marsteller, si è rifiutato e ha pubblicato lo scambio di mail incriminato. I primi sospetti sui mandanti dell'operazione erano andati a Apple e Microsoft, ma solo in un secondo momento si è scoperto che il vero colpevole era Facebook.
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