Fine di unera: Apple stacca ufficialmente la spina al Mac Pro

Dopo anni di incertezze e rivoluzioni tecnologiche, il desktop professionale di fascia alta viene rimosso dal mercato senza piani per un successore.

Autore: Redazione BitCity

Dopo oltre un decennio di riflessioni e cambiamenti strategici, Apple ha finalmente deciso di mettere la parola fine alla storia del Mac Pro. La notizia, confermata ufficialmente, segna il tramonto definitivo del modello con chip M2 Ultra lanciato a metà del 2023, che rimarrà l'ultima iterazione di questo storico computer. L'azienda ha chiarito che, per il momento, non sono previsti piani per un sostituto, confermando i sospetti di molti analisti che vedevano il desktop ormai relegato in un angolo della gamma Mac da diversi anni. Il declino del Mac Pro non giunge inaspettato, considerando che il sistema era in bilico già dalla metà degli anni 2010. Quel periodo fu segnato dal controverso design cilindrico, spesso soprannominato "trash can", che rimase senza aggiornamenti significativi per sei anni a causa di limiti termici insuperabili. Sebbene nel 2019 Apple avesse tentato un ritorno alle origini con un design a torre versatile e modulare, il passaggio all'architettura Apple Silicon ha rappresentato il colpo di grazia per questo concetto di workstation espandibile. La visione originale di Steve Jobs del 1997, basata su un quadrante di prodotti che includesse un desktop professionale potente e separato, si è scontrata con la realtà dei nuovi processori fatti in casa. Con l'avvento dei chip della serie M, la memoria unificata e le GPU integrate hanno reso impossibile l'aggiornamento dei componenti interni, rendendo gli slot PCI Express del Mac Pro sostanzialmente superflui per la maggior parte degli accessori moderni. In pratica, il Mac Pro era diventato un Mac Studio inserito in un case troppo grande e costoso, cercando di occupare una nicchia di mercato che, secondo le valutazioni di Apple, non esiste più. Oggi l'eredità del calcolo professionale viene raccolta dal Mac Studio e dal Mac mini, macchine che offrono prestazioni simili o superiori in frazioni dello spazio occupato dalla vecchia torre. Mentre il Mac Pro viene ufficialmente "sopravvissuto" dai modelli M4 Max e M3 Ultra, la sua scomparsa sancisce la fine di un approccio alla modularità che ha caratterizzato l'informatica Apple per decenni, lasciando il posto a un ecosistema di potenza integrata e alta velocità via Thunderbolt.

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