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Genova: minore adescata sui social, arresti

Una sedicenne era in contatto con personaggi equivoci che, con la scusa di introdurla nel mondo dello spettacolo, cercavano di sfruttarla sessualmente per produrre materiale pedopornografico.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 03/03/2015

La Polizia di Stato di Genova ha eseguito in 6 province del nord e centro Italia (Genova, Savona, Alessandria, Milano, Brescia e Roma) l'Operazione MET ART.
Gli uomini della Polizia Postale hanno eseguito 5 arresti, 2 arresti domiciliari, 1 obbligo di dimora e 13 perquisizioni personali e domiciliari. Fermati gli intenti di un gruppo di professionisti della fotografia che in cambio di una carriera da fotomodella aveva adescato su Facebook una minorenne inducendola a compiere atti sessuali per la produzione di materiale pedopornografico.
L' operazione della Polizia Postale di Genova è partita dalla segnalazione di due genitori preoccupati per alcuni messaggi ricevuti dalla figlia sedicenne su un social network. I poliziotti iniziano così a monitorare il profilo della ragazzina notando una serie di comportamenti a rischio sulla rete e contatti pericolosi. La sedicenne infatti dialoga con personaggi equivoci che, con la scusa di introdurla nel mondo dello spettacolo, vogliono solo sfruttarla sessualmente e produrre materiale pedopornografico.
Attraverso le intercettazioni telefoniche e telematiche, il monitoraggio delle chat e dei principali social network insieme ai tradizionali pedinamenti e appostamenti, gli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno scoperto un sodalizio criminale che ha "approfittato" della giovane per produrre materiale pedopornografico.
Con la promessa di agevolare la sua carriera artistica, in un crescendo di richieste sempre più pressanti, gli autori dei reati hanno costretto la minore a passare dalle foto ammalianti al nudo artistico e da questo al Met Art (foto che ritraggono la modella nuda con le parti intime esposte e in pose provocanti e sessualmente esplicite) sino a giungere alla vera e propria pornografia e, in un caso, addirittura alla violenza sessuale
.Proprio su queste problematiche la Polizia di Stato ha avviato dallo scorso anno una campagna educativa nazionale denominata "
Una Vita da Social". Il progetto 2015 coinvolge 59 città dove un truck allestito e personale della Polizia Postale incontrano gli studenti e docenti per sensibilizzarli all'uso corretto del web.

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