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Kaspersky e altri antivirus nel mirino della NSA

Secondo alcuni documenti, la GCHQ ha chiesto un'autorizzazione continuativa a esaminare prodotti di sicurezza e antivirus in cerca di vulnerabilità e bug che ne minassero l'efficacia.

Autore: redazione social media

Pubblicato il: 24/06/2015

Alcuni documenti rivelano che la GCHQ (Government Communication HeadQuarter) ha chiesto, in passato, un'autorizzazione continuativa a esaminare prodotti di sicurezza e antivirus in cerca di vulnerabilità e bug che ne minassero l'efficacia.
Dai documenti si nota una certa avversione nei confronti di Kaspersky: "Prodotti per la sicurezza personale come l'antivirus dell'azienda russa Kaspersky continuano a porre una minaccia per le capacità di sorveglianza del GCHQ e un'operazione di reverse engineering è indispensabile per essere in grado di penetrare tali software ed evitare che scoprano le nostre operazioni. L'esame di Kaspersky e di altri prodotti simili continua".
Nei documenti si parla di 23 aziende, tra le quali è possibile annoverare le italiane Novirusthanks e Tg Soft (produttrice di Viritpro). Insieme a loro la ceca Avast, la rumena Bit-Defender, la finlandese F-secure, la polacca Arcabit, la cinese Antiye molte altre.
Della lista non fanno parte tutte le aziende americane e inglesi come Symantec, Sophos, FireEye e simili. Sorprende, invece, trovare dei nomi di aziende israeliane, nazione che ha condotto molte operazioni con il duo USA/GB.
Occorre tuttavia precisare che non si tratta di attacchi alle aziende o alle loro risorse strategiche, ma di documenti che chiedevano l'autorizzazione ad analizzare il software per cercarne delle falle, che non sono rare e sono molto utili a chi vuole attaccare un'azienda, perché un antivirus ha sempre privilegi molto elevati nel sistema in cui è installato.

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