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Agcom: sanzione di oltre 14 milioni di euro a Cloudflare per violazione delle norme antipirateria

Secondo l'Agcom, Cloudflare non ha adottato alcuna misura per contrastare l’utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illeciti.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 09/01/2026

L'Agcom ha irrogato una sanzione di oltre 14 milioni di euro nei confronti della società Cloudflare, a conclusione di un procedimento avviato per l’inottemperanza all’ordine impartito con delibera n. 49/25/CONS del 18 febbraio 2025.  

L’Autorità aveva ordinato a Cloudflare di disabilitare l’accesso ad una serie di contenuti pirata in attuazione di quanto previsto dalla Legge antipirateria 93/2023. In particolare, era stato chiesto alla Società, in quanto fornitore di servizi della società dell’informazione coinvolto nell’accessibilità di contenuti diffusi illecitamente, di provvedere alla disabilitazione della risoluzione DNS dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield, o comunque di adottare le misure tecnologiche e organizzative necessarie per rendere non fruibili da parte degli utilizzatori finali i contenuti diffusi abusivamente.     

In particolare, l’Autorità ha accertato la perdurante violazione della legge antipirateria e delle relative disposizioni attuative Agcom da parte di Cloudflare la quale, anche dopo la notifica dell’ordine, ha continuato a non adottare alcuna misura per contrastare l’utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illeciti. La normativa di riferimento prevede l’irrogazione di una sanzione fino al 2% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica della contestazione laddove l’inottemperanza riguarda ordini impartiti dall’Autorità nell’esercizio delle sue funzioni di tutela del diritto d’autore: conseguentemente, è stata applicata una sanzione pari all’1% del fatturato globale della società. 

Il provvedimento, oltre a costituire una delle prime sanzioni pecuniarie in materia di diritto d’autore, assume particolare rilevanza alla luce del ruolo svolto da Cloudflare; infatti, una larghissima percentuale dei siti oggetto di blocco da parte dell’Autorità in applicazione del regolamento sulla tutela del diritto d’autore online utilizza i servizi offerti da questa Società per diffondere illecitamente opere tutelate.    

Con tale decisione l’Agcom dà piena applicazione alla legge antipirateria, la quale ha ampliato espressamente il novero dei soggetti obbligati a contrastare gli atti di pirateria dando seguito agli ordini dell’Autorità ricomprendendo tutti i fornitori di servizi della società dell’informazione coinvolti a qualsiasi titolo nell’accessibilità del sito web o dei servizi illegali, quali i fornitori di servizi di VPN e quelli di DNS pubblicamente disponibili, ovunque residenti e ovunque localizzati, i soggetti gestori di motori di ricerca.     



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