I
batteri, comunemente conosciuti come portatori di malattie, se "ammaestrati" in maniera opportuna sono in grado di riportare gli affreschi allo splendore originale.
Tale insolita scoperta è stata effettuata dal microbiologo
Giancarlo Ranalli dell'Università del Molise che ha messo a punto una particolare tecnica consistente nell'utilizzare un batterio non pericoloso per l'uomo e altamente selettivo per ripulire gli affreschi.
Il microrganismo impiegato fa parte della famiglia degli
Pseudomonas ed è stato usato in gel dapprima in una chiesa di Valencia.
La tecnica è stata adottata anche per il Campo Santo di Pisa il cui restauro proseguirà per altri 2 o 3 anni.
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