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Il Parlamento Europeo tenta di dividere Google

Il Parlamento europeo ha approvato il testo che sollecita la Commissione europea a serrare la vigilanza sulla posizione dominante occupata da Google.

Autore: redazione social media

Pubblicato il: 28/11/2014

Il Parlamento europeo ha approvato ieri il testo che sollecita la Commissione europea, nell'ambito dello sviluppo del digitale, a serrare la vigilanza sulla posizione dominante occupata da Google, chiedendo la separazione tra i servizi commerciali e l'attività di motore di ricerca dell’azienda americana. Indubbiamente Big G ricopre un ruolo notevole nel mercato, dato che il 90% delle ricerche online degli utenti europei viene effettuato sul sito della società di Mountain View.
Già nel mese di novembre 2010, la Commissione europea aveva aperto un'indagine contro Google per abuso di posizione dominante.
A Larry Page e soci si rimprovera di pubblicizzare sulle sue pagine i propri servizi specializzati, chiudendo nei fatti la porta ai concorrenti.
Google ha cercato di difendersi, senza per ora essere riuscita a convincere la Commissione.
Nello specifico, i deputati europei invitano la Commissione, “dato il ruolo dei motori di ricerca Internet nel commercializzare lo sfruttamento secondario delle informazioni ottenute, a prendere in considerazione proposte volte a separare i motori di ricerca da altri servizi commerciali nel lungo termine”.
La risoluzione non è tuttavia vincolante per Bruxelles, a cui i deputati chiedono però di “impedire qualsiasi abuso nella commercializzazione di servizi interconnessi da parte dei gestori dei motori di ricerca”.
Per il Parlamento Ue “l'indicizzazione, la valutazione, la presentazione e la classificazione effettuate dai motori di ricerca devono essere imparziali e trasparenti”.
Dal canto suo, il commissario Ue all'economia digitale Guenther Oettinger, ha così dichiarato: “Una divisione obbligatoria per me non sarebbe la soluzione migliore. Bisogna invece trovare soluzioni che vadano incontro ai bisogni di cittadini e stakeholder. Io non parlerei di una divisione vera e propria ma piuttosto di una corretta applicazione della direttiva Ue sulla concorrenza. La risoluzione del Parlamento europeo rappresenta comunque un parere importante che sottolinea quali sono le decisioni che devono essere prese dalla Commissione”.

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