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LinkedIn costretto a pagare 13 milioni di dollari per il troppo spam

Negli USA, LinkedIn è stato accusato di aver inviato email non autorizzate per sollecitare i contatti dei suoi utenti a collegarsi alla piattaforma.

Autore: redazione social media

Pubblicato il: 07/10/2015

Un gruppo di utenti californiani ha fatto causa a LinkedIn per il troppo spam.
Nello specifico, il social network è stato accusato di aver inviato email non autorizzate per sollecitare i contatti dei suoi utenti a collegarsi alla piattaforma.
Oggetto della causa, avviata nel 2013, è la funzione "Add connections", con cui l'utente iscritto dà al social l'accesso ai propri contatti e l'autorizzazione a invitarli su LinkedIn a proprio nome.
LinkedIn dovrà così pagare 13 milioni di dollari.
Il funzionamento è semplice: i contatti di un iscritto a LinkedIn ricevono una prima email in cui l'utente registrato al social dice di voler rimanere in contatto attraverso la piattaforma.
In mancanza di un riscontro, LinkedIn invia quindi altre due mail promemoria, spiegando che l'utente è in attesa di una risposta. Stando ai giudici statunitensi, la piattaforma non sarebbe stata autorizzata a inviare i messaggi di sollecito.
LinkedIn ha sempre respinto le accuse e in seguito ha aggiornato le informazioni su "Add connections" per specificare l'invio delle due ulteriori email. 
Ogni utente riceverà circa 1.500 dollari di risacrimento anche se tale importo potrebbe cambiare a seconda di quante persone si aggiungeranno alla class action in un secondo momento.

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