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Italiani sempre più digitali: cresce l'utilizzo del mobile come strumento preferito per donare

Italiani sempre più digitali: cresce l'utilizzo del mobile come strumento preferito per donare

Salute e ricerca si confermano gli ambiti più interessati, mentre educazione e formazione catturano maggiormente l'attenzione dei millennial.

Pubblicato: 10/05/2018 17:15

di: Redazione BitCity.it

   

PayPal Rete del Dono annunciano oggi i risultati della nuova edizione dello studio "Donare 3.0", che le due aziende hanno commissionato a Doxa per osservare quanto le donazioni siano diffuse nella popolazione italiana connessa a Internet e identificare eventuali barriere, abitudini o atteggiamenti che caratterizzano il comportamento degli utenti del Belpaese. A complemento della ricerca, è stata inoltre condotta un'analisi sulle 30 associazioni più note in Italia, per verificare la loro presenza online, sui dispositivi mobili e sui social network. 
La popolazione online effettua donazioni? Si, e anzi per il secondo anno consecutivo più di 8 intervistati su 10 (83%) ha confermato di aver effettuato donazioni nel 2017, permettendo in questo modo all'Italia di proseguire la sua striscia positiva nel campo della solidarietà. Si riducono invece i donatori "regolari" (15%), con molti più italiani che scelgono di effettuare una donazione a un'associazione (64%) o di acquistare un regalo solidale in occasione di ricorrenze particolari (74%).
Importante la crescita del Crowdfunding, con un aumento del 3% su base annua di interpellati (18% vs. 15%) che dichiarano di aver donato online per un progetto di solidarietà, riportando in questo modo i valori a quelli che si erano riscontrati nel 2016. 
Gli italiani donano a più associazioni differenti, in media 3 (66%), principalmente in contanti (44%, a fronte del 49% del 2016): questo calo nel numero di italiani che scelgono il contante, gli sms (dal 24% nel 2016 al 16% nel 2017) o i bollettini (da 16% nel 2016 a 14% nel 2017), si somma a una stabilità sostanziale nelle donazioni via bonifici (13% nel 2016 vs 15% nel 2017), anche grazie all'aumento di utilizzo dell'home banking (oltre l'80% degli utenti usa solo questa modalità per effettuare queste operazioni), e alla crescita importante delle donazioni online che da un 15% nel 2016 sono passate a un 18% nel 2017, rendendo così la modalità telematica, il secondo metodo di donazione preferito dagli Italiani.
A testimonianza del fatto che sempre di più oggi si possa riscontrare un interesse crescente nei confronti delle piattaforme connesse a Internet, che possono rappresentare lo strumento più comodo e facile da utilizzare per le proprie donazioni. Più di un italiano su tre (40%) indica i dispositivi mobili come piattaforma preferita per le donazioni, il 78% sceglie ancora il PC. Questi dati, però, se rapportati con l'anno precedente, rivelano una storia molto differente. Infatti, si può notare come per i donatori da desktop, il valore sia sceso di quasi il 10% tra il 2016 e il 2017, mentre per gli utenti mobile, notiamo come si sia passati da un 31% nel 2016 a un 40% nel 2017, evidenziando un aumento pari al 69% di persone che hanno donato solo da smartphone. 
Le associazioni alle quali sono state fatte donazioni negli ultimi dodici mesi sono state principalmente quelle legate alla categoria "Salute e alla ricerca" (57%), seguite da "Emergenza e protezione civile" (27%), "Sostegno e servizi per disabili" (25%), "Assistenza sociale" (24%), e "Tutela dell'ambiente e degli animali" (22%). Interessante sotto questo profilo, poi, notare come i baby boomer siano stati i più attenti alla salute e alla ricerca, ma i meno pronti nei confronti di emergenze e protezione civile in totale opposizione ai colleghi della generazione X, mentre i millennial si siano concentrati principalmente su istruzione e formazione (16% versus 8% di generazione x e baby boomer), che inizia a essere un tema sempre più importante, diventando quasi una vera e propria emergenza anche nel nostro Paese.
Rimane alta l'attenzione sull'utilizzo dei fondi raccolti. Il 69% degli italiani, infatti, afferma di non donare a enti che non gli permettono di verificare come vengano utilizzate le donazioni e i risultati raggiunti grazie a queste ultime.

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