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Smart working, Kaspersky: il 73% dei dipendenti italiani non ha ricevuto una guida alla cybersecurity

Secondo una ricerca di Kaspersky, quasi un dipendente su quattro (24%) h dichiarato di aver ricevuto e-mail di phishing a tema COVID-19.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 08/05/2020

Secondo un recente report di Kaspersky, “How COVID-19 changed the way people work”, tre dipendenti italiani su quattro (73%), al lavoro da casa, non hanno ancora ricevuto una guida o una formazione specifica sulla sicurezza informatica per proteggersi dai rischi.
Mentre i dipendenti si stanno abituando al grande cambiamento del lavoro da casa, è importante che le aziende si assicurino che il personale possa lavorare come sempre. Garantire la loro protezione dal punto di vista informatico è un compito impegnativo; servono, infatti, molte risorse per consentire un accesso sicuro ai servizi necessari ai dipendenti per poter svolgere il lavoro al meglio. È quindi fondamentale stabilire delle misure di cybersecurity efficaci, perché il lavoro da remoto può anche comportare nuovi rischi, come l'aumento di attacchi di tipo spam e phishing, la connessione a hot spot WiFi compromessi o l'uso di sistemi e soluzioni “shadow IT”, implementati e utilizzati, quindi, dai dipendenti senza l'approvazione esplicita dell’azienda stessa.  
Il sondaggio di Kaspersky, che ha visto il coinvolgimento di 6.000 lavoratori in tutto il mondo e di 550 solo in Italia, ha dimostrato che i datori di lavoro potrebbero non aver spiegato correttamente ai loro dipendenti come evitare questo tipo di rischi. Almeno il 73% degli italiani coinvolti dal sondaggio ha dichiarato di non aver avuto una formazione in tema di sicurezza informatica da quando ha iniziato a lavorare da remoto. Inoltre, quasi un quarto (24%) dei dipendenti intervistati ha detto di aver già ricevuto, ad esempio, e-mail di phishing a tema COVID-19. Il download accidentale di contenuti malevoli da questo tipo di email può portare all'infezione dei dispositivi e anche alla compromissione dei dati aziendali. Molti dipendenti hanno anche aumentato l'uso di servizi online non approvati dai loro reparti IT, noti come “shadow IT”, come tool per le videoconferenze (35%), per la messaggistica istantanea (39%) o per l’archiviazione dei file (35%).
“È difficile pensare al “business as usual” quando tutto cambia in modo così drastico. Mentre i dipendenti stanno cercando di adattarsi alla nuova realtà del lavoro da casa, i team che si occupano delle infrastrutture IT e della cybersecurity sono sotto pressione e cercano di assicurare a tutti la possibilità di lavorare in sicurezza. Gli incidenti informatici possono solo aggiungere ulteriori difficoltà a questa sfida, è quindi importante stare sempre attenti e assicurarsi che anche il lavoro da remoto sia sicuro”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky.

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