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Dietro i chatbot, una professione con formazione umanistica che piace alle donne

L’intelligenza artificiale diventa sempre più “umana” e conversazionale. Per addestrarla a intrattenere relazioni in linguaggio naturale con gli utenti servono nuovi professionisti: i Conversation e Prompt Designer.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 23/06/2023

L'intelligenza artificiale diventa più “umana”, conversazionale e multimediale. Dai chatbot agli assistenti virtuali, fino ai generatori di testo e immagini, l’AI si affida sempre di più ai professionisti della comunicazione. L’obiettivo: garantire una customer experience fluida e precisa, disponibile 24/7. Per farlo, l’AI ha bisogno di esseri umani creativi, che attivino i processi di machine learning in modo che impari come conversare con l’utente in maniera sempre più realistica e funzionale.

Si tratta dei Conversation e Prompt Designer, progettisti e progettiste della customer experience di domani che devono possedere eccellenti competenze linguistiche e allo stesso tempo avere ottime capacità di problem solving.

Insegnare all’AI a offrire informazioni, assistenza e supporto per l’acquisto di beni e servizi, contribuire alla risoluzione dei problemi, progettare conversazioni empatiche e coinvolgenti: questi i principali compiti del Conversation e Prompt Designer. Una professione che, ormai presente nella maggior parte delle attività quotidiane, dallo shopping online fino alla redazione di testi, diventerà sempre più richiesta dalle aziende.

Per rispondere a questa esigenza, Aulab, la prima Coding Factory italiana, lancia la nuova Masterclass in Conversation e Prompt Designer. In partenza il 23 giugno, il corso si articola su 5 appuntamenti in formula weekend, pensata anche per chi già studia o lavora. Rivolto a chiunque abbia interesse a diversificare la propria figura professionale o inserirsi in un nuovo ambito di lavoro, il corso fornirà agli studenti le basi del conversation design, così come i principi di progettazione di interfacce conversazionali, testuali e vocali. Al termine del corso, gli studenti avranno la possibilità di realizzare il loro primo “digital human”: un avatar virtuale capace di conversare fluidamente con l’utente e di assisterlo nelle sue operazioni online.

Tra i Conversation e Prompt Designer spicca la componente femminile. Secondo Aulab, infatti, c’è un forte interesse su questo tema da parte delle donne, desiderose di dare un nuovo indirizzo alla propria carriera e mettere a frutto le competenze maturate anche in altri settori. Solo il 33% dei laureati europei in materie STEM è di sesso femminile: molto spesso le ragazze non vengono motivate ad approcciarsi a questo ambito non perché non abbiano il mindset adeguato, ma perché esiste un pregiudizio secondo cui questo settore è più adatto agli uomini che alle donne.

Per questo motivo il 44% delle donne che lavorano nel Tech non ha un background di studi scientifici e impara nuove mansioni con la pratica diretta perché decide di orientarsi verso questo settore dopo aver completato altri studi.

L’Intelligenza Artificiale ha aperto nuovi scenari, sia nella nostra vita quotidiana che nel mercato del lavoro, con nuove professioni digitali - commenta Davide Neve, CEO e Co-Founder Aulab. - Lo sviluppo dell’AI conversazionale, come i chatbot, ha reso necessarie qualifiche in campo umanistico per i professionisti che progettano e rendono possibile l’adozione di un linguaggio naturale da parte dell’AI. La nascita dei Conversation e Prompt Designer segna un ulteriore passo nell’integrazione tra discipline scientifiche e umanistiche, così come tra Tech e professioni della comunicazione. Tra le priorità di Aulab c’è sempre stata la volontà di colmare il gender gap nell’ambito Tech. In questo percorso, la Masterclass offre alle donne, che generalmente mostrano competenze umanistiche più sviluppate e specializzate in questo ambito, un’ulteriore opportunità per iniziare una carriera in ambito digital.



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