▾ G11 Media: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
Homepage > Notizia

Antitrust, l'UE contro Meta: "WhatsApp deve riaprire agli assistenti AI di terze parti"

La Commissione Europea contesta le tariffe introdotte da Meta e annuncia misure cautelari per evitare danni irreparabili al mercato.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 17/04/2026

La Commissione Europea ha inviato a Meta una comunicazione formale (Supplementary Statement of Objections) manifestando l'intenzione di imporre misure cautelari urgenti. L'obiettivo è obbligare il colosso tech a ripristinare l'accesso degli assistenti AI di terze parti a WhatsApp alle medesime condizioni vigenti prima del 15 ottobre 2025. Nonostante Meta avesse parzialmente modificato la sua politica lo scorso 4 marzo, Bruxelles ha stabilito in via preliminare che l'introduzione di tariffe di accesso sia, nei fatti, equivalente al precedente divieto, rischiando di bloccare la concorrenza in un mercato in rapidissima crescita.

L'indagine, avviata a seguito del cambio di policy di Meta che escludeva gli assistenti AI generalisti dall'app di messaggistica, ha fatto un ulteriore passo avanti coinvolgendo ora anche l'Italia. Inizialmente escluso poiché l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva aperto un fascicolo autonomo, il territorio italiano rientra ora nel perimetro dell'indagine della Commissione grazie a un accordo di cooperazione. Questo significa che le future decisioni di Bruxelles avranno efficacia sull'intero Spazio Economico Europeo (SEE), garantendo un approccio uniforme contro il potenziale abuso di posizione dominante di Meta.

Secondo la Commissione, il comportamento di Meta - che ha recentemente acquisito l'assistente Manus AI oltre a promuovere il proprio Meta AI - configura un'urgenza tale da richiedere misure di protezione immediate per prevenire un danno "serio e irreparabile". Tali misure rimarranno in vigore fino alla conclusione definitiva dell'indagine antitrust. Meta ha ora il diritto di replicare alle accuse e richiedere un'audizione orale, ma la fermezza dell'Esecutivo UE segnala la volontà di non permettere che i grandi operatori digitali utilizzino le proprie piattaforme come ecosistemi chiusi per soffocare l'innovazione dei competitor.



Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di BitCity.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.

Tag:

Notizie che potrebbero interessarti: