A un anno dall'entrata in vigore dell'European Accessibility Act, una ricerca rivela che la metà degli italiani fatica a navigare da smartphone, con la Generazione Z in prima linea nel segnalare i disagi.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 01/07/2026
A un anno esatto dall'introduzione dell'European Accessibility Act, lo scenario digitale italiano presenta ancora ombre significative che rendono la navigazione da smartphone un vero e proprio percorso a ostacoli. Secondo una recente ricerca condotta da Accessiway con il supporto di YouGov su un campione di oltre 1.000 persone, la metà degli intervistati considera l'esperienza di navigazione mobile complessa e poco inclusiva a causa di barriere tecniche che ostacolano l'accesso alle informazioni. Nonostante l'elevatissima diffusione dei dispositivi mobili, che contano 40,5 milioni di utenti mensili nella fascia d'età tra i 18 e i 74 anni, i servizi digitali attuali faticano ancora a coniugare usabilità e conformità normativa.
L'ostacolo principale, segnalato dal 50% degli utenti, è rappresentato da una combinazione di pubblicità invasive, banner di consenso ai cookie e pop-up particolarmente difficili da chiudere, che frammentano costantemente la fruizione dei contenuti. A questo si aggiungono la lentezza nei caricamenti delle pagine, denunciata dal 27% dei partecipanti, e l'eccessiva complessità nelle procedure di compilazione di moduli o gestione delle credenziali, un problema evidenziato dal 23% del campione. Queste difficoltà non rappresentano solo un fastidio passeggero, ma rischiano di generare gravi forme di esclusione digitale, penalizzando in particolare le persone con disabilità, gli anziani e chiunque possieda competenze tecniche limitate, allontanandoli dall'accesso ai servizi essenziali come l'home banking o le piattaforme della Pubblica Amministrazione.
Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, i dati indicano che sono proprio gli utenti più giovani a risentire maggiormente di queste inefficienze. La Generazione Z in Italia risulta essere la fascia più in difficoltà, con il 90% degli under 35 che dichiara di incontrare barriere durante la navigazione quotidiana. Questo fenomeno riflette aspettative sempre più elevate rispetto alla qualità e alla velocità dell'esperienza online, che si scontrano con una progettazione spesso obsoleta. Anche in ambito europeo il quadro appare omogeneo, con criticità diffuse in Paesi come Francia, Austria, Germania e Regno Unito, confermando che il tema dell'accessibilità è una sfida continentale che trascende i confini nazionali.
Come sottolineato da Edoardo Arnello, Executive Vice President di Accessiway, la sfida va ben oltre il semplice rispetto degli obblighi normativi. L'accessibilità digitale deve essere intesa come uno strumento concreto per garantire pari opportunità di accesso a informazioni e servizi, migliorando in modo trasversale la qualità dell'esperienza digitale per ogni categoria di utente. Progettare siti web e applicazioni realmente intuitivi e inclusivi non è più solo una scelta etica, ma una necessità strategica per le aziende e le organizzazioni che operano online, chiamate a superare le logiche del marketing aggressivo in favore di un approccio che metta finalmente al centro le reali esigenze delle persone.