Un'emergenza nazionale da 559 milioni di euro spinge la startup a creare l'applicazione che affida le chiamate da numeri sconosciuti a un filtro di operatori umani per proteggere i soggetti più vulnerabili.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 10/08/2026
Il mese di agosto trasforma la solitudine degli anziani in una vulnerabilità critica, aprendo la strada a una vera e propria emergenza nazionale legata alle truffe telefoniche. Con le città che si svuotano e familiari e nipoti lontani per le vacanze, i criminali sfruttano tecniche sempre più sofisticate, tra cui l'uso dell'intelligenza artificiale per clonare voci familiari e il ricorso allo spoofing per falsificare il display facendo apparire i numeri reali di banche o forze dell'ordine. I dati confermano la gravità del fenomeno: secondo il dossier di Consumerismo No Profit, nel triennio 2022-2024 le truffe al telefono hanno sottratto ai cittadini 559,4 milioni di euro, registrando una crescita del +30% nell'ultimo anno e ben 2,8 milioni di vittime stimate nel solo 2024. La popolazione over 65, che ammonta a 14,8 milioni di persone secondo i dati Istat del primo gennaio 2026, risulta particolarmente esposta.
Il Rapporto Italia 2025 di Eurispes, elaborato sui dati del Ministero dell'Interno, evidenzia che le vittime over 65 sono salite a 42.890 nel 2024, segnando un aumento del 15,58% rispetto all'anno precedente, con le truffe telefoniche indicate dal 71% di chi ne denuncia la conoscenza come la tipologia più diffusa. Per eliminare il rischio alla radice e superare l'errore umano di fronte a tecnologie di clonazione vocale così avanzate, Stantup Service ha creato Devia. Questa innovativa applicazione sfrutta un filtro umano per proteggere gli utenti più fragili: quando l'app è attiva, le chiamate provenienti da numeri non presenti in rubrica vengono deviate a un centro servizi in cui professionisti della sicurezza rispondono al posto dell'utente, identificano il chiamante e ne verificano le reali intenzioni, inoltrando allo smartphone la chiamata in tempo reale soltanto se ritenuta sicura.
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LE 5 REGOLE D'ORO PER LA SICUREZZA TELEFONICA 1. La trappola del "Sì": l'importanza dei primi secondi.Mai esordire con un "Sì" quando si risponde a un numero sconosciuto. I truffatori utilizzano domande banali ("Mi sente?", "È lei il signor...?") per registrare il vostro assenso vocale, poi montato ad arte per simulare la stipula di contratti mai richiesti. Meglio un neutro "Pronto" o "Chi parla?". 2. La sacralità dei dati sensibili e dei codici OTP.Nessuna banca, ufficio postale o ente pubblico chiede mai telefonicamente codici PIN, password o codici OTP ricevuti via SMS. Se chi chiama sostiene che il conto è "sotto attacco" e li richiede per "metterlo in sicurezza", è un tentativo di frode. 3. Il pressing psicologico e la falsa urgenza.La fretta è la migliore amica del truffatore: "Suo figlio ha avuto un incidente", "Il conto verrà bloccato tra 10 minuti". In estate, con i familiari lontani per le vacanze, questa leva è ancora più efficace sugli anziani soli. Quando l'interlocutore impedisce di riflettere o di consultarsi con un familiare, bisogna riagganciare subito. 4. Verifica attiva contro lo spoofing.I criminali possono manipolare il display facendo apparire numeri reali, come quello della banca o delle forze dell'ordine. Se la chiamata è sospetta: chiudere, cercare il numero ufficiale su un documento cartaceo o sul sito dell'ente, digitare i numeri manualmente per richiamare. 5. Il pericolo dei link nei "messaggi civetta".Spesso, durante o subito dopo la telefonata, arriva un SMS con un link da cliccare per "annullare l'operazione sospetta". Portano a siti clone pensati per rubare le credenziali. Le banche non inviano mai link esterni via SMS per le notifiche. |