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PayTV: ogni famiglia italiana ne sottoscrive in media tre, ma 800mila scelgono la condivisione

Ogni famiglia ha in media tre servizi attivi, con una spesa che supera i 30 euro mensili per le fasce più dinamiche, ma milioni di utenti pagano regolarmente per contenuti che non guardano mai.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 30/06/2026

Nel panorama televisivo attuale, dominato da serie TV, sport e contenuti on demand, le abitudini degli italiani sono cambiate drasticamente, portando ogni nucleo familiare ad avere in media 3 abbonamenti attivi. Secondo una recente indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, il fenomeno è ormai pervasivo, con l’82,4% della popolazione che possiede almeno una sottoscrizione a servizi di streaming o Pay TV. Questa diffusione raggiunge picchi significativi, arrivando a superare il 91% nella fascia d'età compresa tra i 25 e i 34 anni e nelle famiglie con figli minorenni, confermando come l'intrattenimento digitale sia diventato una componente imprescindibile della quotidianità moderna.

La ricerca ha inoltre evidenziato una crescente tendenza alla condivisione dei costi, pratica adottata da 800mila italiani che scelgono di dividere l'abbonamento con soggetti esterni al proprio nucleo convivente. Se la maggior parte degli utenti, circa l'86%, utilizza i servizi esclusivamente in famiglia, non mancano soluzioni più creative: 600mila persone condividono il profilo con familiari non conviventi, 80mila con amici o vicini di casa e, in modo sorprendente, ben 120mila utenti dichiarano di condividere le credenziali con persone che non conoscono affatto.

Guardando al portafoglio, la spesa media mensile sostenuta dagli italiani per non rinunciare ai propri programmi preferiti si attesta a 27,50 euro. Esistono tuttavia differenze marcate in base al profilo demografico: gli uomini spendono mediamente più di 30 euro al mese contro i 24,50 euro delle donne, mentre i genitori con figli minori arrivano a una cifra di 31,72 euro. La fascia di spesa più alta è rappresentata dai cittadini di età compresa tra i 35 e i 44 anni, che investono mensilmente 31,86 euro, arrivando a un esborso annuale complessivo di 382,32 euro.

Nonostante questi investimenti, emergono criticità rilevanti riguardo alla consapevolezza e all'effettivo utilizzo dei servizi sottoscritti. Un dato emblematico è rappresentato dall'11% degli abbonati, pari a circa 3 milioni di persone, che dichiara di non conoscere l'importo preciso pagato mensilmente per i propri abbonamenti. Ancora più allarmante è la situazione di chi finanzia servizi di cui non fruisce: circa il 7,5% degli intervistati, ovvero 1,9 milioni di persone, ammette di non utilizzare regolarmente gli abbonamenti pagati o di mantenere attivi molteplici servizi senza mai accenderli, configurando uno spreco economico che colpisce duramente i budget familiari.



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