Una nuova ricerca di Kaspersky rivela che oltre il 75% dei giovani italiani ha subito violazioni digitali, complice l'uso massiccio dello smartphone e una scarsa adozione di strumenti di protezione.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 27/08/2026
I giovani italiani della Generazione Z detengono il primato della connettività ma risultano, al contempo, la categoria meno protetta contro le minacce informatiche. A evidenziarlo è una recente ricerca condotta da Kaspersky, secondo cui il 56% dei giovani nel nostro Paese trascorre più tempo online che offline, affidandosi prevalentemente agli smartphone come dispositivo principale per navigare in internet. Nonostante quasi quattro ragazzi su dieci dichiarino di sentirsi sicuri nell'ambiente digitale, solo una ristretta minoranza ritiene di possedere competenze digitali avanzate, delineando una pericolosa discrepanza tra la percezione di sicurezza e la reale consapevolezza dei rischi informatici. Questa falsa percezione si riflette drammaticamente sulla cura della propria sicurezza quotidiana, dal momento che soltanto il 24% utilizza un software antivirus per i dispositivi mobili e una percentuale analoga effettua backup regolari dei dati personali più importanti, come le fotografie e i documenti custoditi sui telefoni. Le conseguenze di questa vulnerabilità non si sono fatte attendere: oltre tre quarti degli intervistati (76%) ha ammesso di aver subito almeno un attacco informatico ai propri dispositivi, account o dati personali, subendo spesso il furto d'identità digitale o la perdita dell'accesso ai social network e alle piattaforme di gioco. Per arginare questo fenomeno, gli esperti di Kaspersky consigliano di integrare la sicurezza nella routine quotidiana adottando soluzioni di protezione complete, gestori di password avanzati, strumenti per il blocco delle chiamate fraudolente e reti VPN affidabili per la navigazione sicura da reti pubbliche, trasformando la prevenzione in un'abitudine imprescindibile per tutelare la propria vita digitale.