A seguito di una stretta collaborazione con la Commissione Europea, la multinazionale di Cupertino introduce modifiche rilevanti che ridefiniscono le commissioni, i pagamenti alternativi e la sicurezza dei minori a partire dal primo ottobre.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 24/08/2026
Apple ha annunciato ufficialmente importanti modifiche alle condizioni commerciali per le app nell’Unione Europea, frutto di un percorso di stretta collaborazione con la Commissione Europea volto a risolvere le precedenti controversie sulla distribuzione alternativa. A partire da oggi gli sviluppatori possono firmare i nuovi termini, che entreranno pienamente in vigore il primo ottobre. Tra le novità più rilevanti spicca la sostituzione della Core Technology Fee con la nuova Core Technology Commission, una commissione fissa del 5% sulle transazioni digitali effettuate tramite app distribuite al di fuori dell'App Store, accompagnata dall'eliminazione della tassa di acquisizione iniziale e dei costi per i servizi dello store.
All'interno dell'App Store, la commissione standard si attesterà al 26% per chi utilizza il sistema di pagamenti ufficiale, riducendosi al 15% per la stragrande maggioranza dei developer, inclusi i partecipanti ai programmi dedicati alle piccole imprese, ai mini-programmi e agli abbonamenti rinnovati dopo il primo anno. Per le applicazioni che scelgono di integrare sistemi alternativi di elaborazione dei pagamenti o che inseriscono link esterni per completare gli acquisti, le commissioni saranno rispettivamente del 20% e del 15%, con ulteriori riduzioni del 10% per i programmi agevolati. Gli sviluppatori avranno inoltre la possibilità di affiancare i pagamenti Apple ad altre opzioni, mantenendo la scelta invariata per dodici mesi e rispettando rigorose norme per la sicurezza dei minori, tra cui l'obbligo del controllo parentale per gli utenti di età inferiore ai diciotto anni e il divieto assoluto di reindirizzamento ai siti di transazione per i minori di tredici anni.
Infine, Apple ha ampliato i requisiti di idoneità per i marketplace alternativi e la distribuzione via web, confermando tuttavia l'obbligo di sottoporre ciascuna applicazione al processo di notarizzazione per garantire standard di sicurezza elevati contro le minacce informatiche in tutto il territorio europeo.