Come per tutti i settori, anche quello pubblicitario ha sofferto a causa della recente
crisi economica. A fine anno si dovrà prendere atto di un
calo di quasi il
10%, rispetto al 2008.
Unico settore in controtendenza sarà il
web advertising, che chiuderà con un aumento del
9,2%. Il fatto può essere interpretato come positivo, soprattutto in vista del prossimo anno che dovrebbe riportare i bilanci in pari, per riprendere la crescita nel
2011.
Anche se la pubblicità sul web finirà il 2009 in attivo, nell'anno in corso ha comunque visto
diminuire gli investimenti su scala mondiale. A giugno, secondo
Idc, le cifre parlavano di
13,7 miliardi di dollari contro i
14,7 del
2008. La pubblicità su media più classici come
Tv,
stampa e
radio hanno visto situazioni anche peggiori e il bilancio globale stimato per fine anno parla di
-9,9%.
L'advertising online nel suo mercato più ricco, gli
Usa, ha subito grossi tagli, pari ad una
flessione del 5% nel primo semestre 2009, flessione che si teme possa perdurare fino a dicembre. Gli analisti di
Iab e
Pricewaterhouse Coopers si aspettano una
ripresa nel 2010, entro il primo semestre.
I mercati più maturi sono quelli che più hanno risentito della crisi, e i dati di
Nielsen lo confermano: nel periodo gennaio-luglio gli investimenti online sono saliti del
7%, staccando definitivamente radio e affisioni. La lenta crescita della pubblicità online, iniziata nel 2000, ha visto sempre prevalere quest'ultima nei confronti di media più classici e consolidati. Media, questi, che continuano a tenere duro: la
Tv si aggiudica ancora il 52% degli investimenti pubblicitari e la carta stampata ne incassa più del 20%.
La meta più vicina per l'online advertising è conquistare il
10% della spesa pubblicitaria e, secondo lo Iab, tale obiettivo potrebbe essere raggiunto presto, forse già nel 2010.
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