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Ungheria, proteste per la tassa su Internet

Il Governo Ungherese ha deciso di tassare Internet imponendo agli Internet Service Provider (ISP) una tassa di 50 centesimi di Euro ogni gigabyte di traffico dati generato. 10mila cittadini sono scesi in piazza a protestare.

Autore: redazione social media

Pubblicato il: 28/10/2014

Il Governo Ungherese ha deciso di tassare Internet imponendo agli Internet Service Provider (ISP) una tassa di 50 centesimi di Euro ogni gigabyte di traffico dati generato.
L’iniziativa governativa, qualora venisse approvata, secondo i provider locali andrà a minare lo sviluppo della banda larga del Paese.
Molti cittadini ungheresi sono così scesi in piazza per manifestare contro la volontà di tassare internet, sottolineando anche come questo balzello incrementerà il peso fiscale e limiterà il diritto di libera espressione della popolazione.
La tassa su internet è stata ipotizzata il 21 ottobre scorso dal ministro dell’Economia Mihaly Varna che ha sottolineato come sia da intendere come una semplice estensione della tassa sulle chiamate e sui messaggi di testo annunciata nel 2011.
 Il Governo ha altresì chiarito che la tassa in questione sarà fatta pagare ai provider e non invece ai cittadini come prevedeva inizialmente il testo di legge.
Nonostante ciò, la protesta collettiva è andata avanti.
In merito si è pronunciata anche Neelie Kroes, Commissario uscente dell’agenda Digitale, che ha bollato come “vergognosa” la volontà di tassare internet aggiungendo che così si incrementano solo i costi dell’accesso alla rete per i consumatori.
I circa 10 mila manifestanti hanno illustrato i rischi per la perdita di diritti civili che questa tassa causerebbe ai cittadini ungheresi.
Secondo il loro portavoce Balazs Gulyas si tratterebbe dell’ennesimo tentativo del Governo di controllare di media indipendenti attraverso stratagemmi legali ed economici.
Gulyas ha ribadito inoltre che i cittadini non hanno nessuna intenzione di pagare una nuova tassa ad un Governo corrotto. L’iniziativa è appoggiata anche da un gruppo su Facebook che conta già più di 200mila iscritti.
Dal canto suo, il Governo sembra comunque intenzionato a portare avanti il progetto nonostante le proteste e le polemiche.
Una recente proposta di emendamento alla legge annunciata proprio durante le manifestazioni di piazza prevedrebbe un tetto massimo di circa 2,30 Euro al mese che andrebbero a pagare solo gli ISP e non le famiglie. Non resta che attendere i prossimi giorni per capire quali potranno essere gli eventuali sviluppi.

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