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La privacy online dei bambini non è al sicuro

Il Garante della privacy Antonello Soro ha dichiarato che la privacy online dei più piccoli non è al sicuro.

Autore: redazione social media

Pubblicato il: 07/09/2015

L'Autorità Garante della privacy ha dichiarato che la privacy online dei più piccoli non è al sicuro.
Nello specifico, l'indagine svolta dal Garante italiano in collaborazione con altre 28 Autorità internazionali del Global Privacy Enforcement Network ha monitorato 35 casi di app e siti internet frequentati solitamente dai bambini.
Una volta analizzati, l'autorità ha trovato che ben 21 siti hanno gravi profili di rischio e 8 di questi richiederanno specifiche attività ispettive. L'inchiesta è stata svolta in occasione del Privacy Sweep 2015 dedicato alla protezione in rete dei bambini tra gli 8 e i 13 anni.
Gli esperti del Garante hanno selezionato 22 app e 13 siti internet appartenenti al settore educational, al mondo dei giochi, a servizi on-line offerti da canali televisivi per l'infanzia, ai social network, tra i più popolari tra i bambini o appositamente sviluppati per loro e ne hanno analizzato le caratteristiche. Ciò che è emerso è in realtà poco confortante: si evidenzia una grave disattenzione nei confronti dei più piccoli, poca trasparenza in merito alla raccolta, all'utilizzo dei dati personali e alle autorizzazioni richieste per scaricare le app su smartphone e tablet, presenza di pubblicità e rischi che i bambini vengano reindirizzati verso siti non controllati.
Per il Garante della privacy Antonello Soro, molte società che gestiscono siti e sviluppano app dimostrano un approccio irresponsabile nei confronti dei minori. Naturalmente, i genitori devono seguire i loro figli in questo percorso di crescita anche tecnologica.

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