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Kaspersky: truffatori hanno diffuso comunicazioni di falsi rimborsi fiscali contenenti malware

"Lo spam e il phishing di tipo stagionale può rivelarsi estremamente efficace dal momento che l’arrivo di certe comunicazioni in determinati periodi dell’anno è addirittura atteso da molti", ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 28/08/2019

Nel corso del secondo trimestre del 2019 gli esperti di Kaspersky hanno rilevato diverse campagne di email in tutto il mondo che fingevano di essere comunicazioni di rimborsi fiscali. È importante ricordare come questo periodo dell’anno sia tradizionalmente legato alla scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dei rimborsi fiscali in molti paesi. Utilizzando questo schema, i cybercriminali cercavano di rubare informazioni preziose o, in alcuni casi, di installare spyware pericolosi. Questi e altri risultati sono indicati nel nuovo report di Kaspersky dal titolo Spam and Phishing in Q2 2019”.
Le comunicazioni malevole di spam e phishing di solito contengono link che portano gli utenti a pagine web apparentemente legittime, ma create in realtà dai truffatori informatici con l’obiettivo di rubare diversi tipi di informazioni personali. Queste campagne diffuse via email sfruttano spesso la stagionalità per colpire le vittime più duramente rispetto a quanto succede con altri tipi di frodi online: queste truffe informatiche, infatti, sono meno conosciute rispetto ad altre minacce permanenti. Nel caso di truffe legate a precisi momenti dell’anno i truffatori possono utilizzare una delle tecniche più efficaci del “social engineering” - quella di dare un tempo limitato per compiere una certa azione, motivandola con la presenza di alcune scadenze della vita normale delle persone e, quindi, portando le vittime a prendere spontaneamente delle decisioni.
La frode rilevata da Kaspersky, ad esempio, si è presentata sotto forma di comunicazioni diffuse via email di rimborsi fiscali con indicazione di alcune scadenze a breve termine. I cybercriminali hanno sfruttato, ad esempio, i principali servizi fiscali del Regno Unito per indurre le vittime a seguire un determinato link e a compilare subito un modulo; le email che risultavano inviate dalla CRA (Canada Revenue Agency), invece, davano ai destinatari solo 24 ore di tempo per rispondere, pena il mancato rimborso fiscale.
Alcune delle email analizzate dagli esperti di Kaspersky, inoltre, includevano degli allegati malevoli: avevano l’aspetto di copie di moduli di rimborso ma, in realtà, erano downloader dannosi (quindi software in grado di scaricare ulteriori programmi malevoli sui PC degli utenti quando venivano lanciati) o delle backdoor (o malware multifunzionali) in grado di fornire ai cybercriminali l'accesso da remoto alle macchine infette. Tra le loro funzionalità, ad esempio, il monitoraggio dei tasti premuti dall’utente, il furto delle password utilizzate per i browser e per gli account Windows o la registrazione di video attraverso la webcam dei computer. Per convincere gli utenti a lanciare questi file pericolosi i truffatori, di solito, allegavano quello che sembrava un file zip. contenente informazioni importanti per l'aggiornamento del proprio status fiscale.

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