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Cyber security per banche e assicurazioni: con ToothPic lo smartphone è la chiave più sicura

Dall'autenticazione alla firma digitale, fino ai documenti criptati e alle prove fotografiche inviate all'assicuratore: ecco come ToothPic permette a banche e società assicurative di evolversi verso soluzioni innovative, semplici e in totale sicurezza, senza l'uso di password o hardware token.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 06/10/2021

Nell'ultimo anno l'utilizzo dei servizi di Open Banking è stato sempre più ampio e nei prossimi anni continuerà a crescere: gli utenti che utilizzeranno i servizi digitali offerti dalle banche supererà i 3,6 miliardi entro il 2024, rispetto ai 2,4 miliardi nel 2020, registrando un aumento del 54%, con la conseguente evoluzione degli istituti finanziari verso soluzioni più innovative e digitalizzate.
 Le banche, in particolare, si stanno attrezzando per garantire una user experience sempre più semplice e la possibilità di eseguire qualsiasi attività da mobile attraverso l'uso di tecnologie innovative. Anche le compagnie assicurative sono sempre più orientate ad offrire soluzioni smart che velocizzino la risoluzione di problematiche legate a sinistri o che garantiscano semplicità e autenticità nella sottoscrizione di polizze.  
Nell'abbandonare i tradizionali metodi di autenticazione ed adottare le soluzioni digitalizzate più sicure, banche e assicurazioni devono però tenere conto dell'aumento del rischio di attacchi informatici dovuto all'esposizione al digitale: nel 2020 si è verificato un aumento dei cyber attack del 300% e in particolare nel settore finanziario del 23% rispetto al 2019 .
 "Proprio con l'obiettivo di accompagnare banche e assicurazioni verso l'adozione di strumenti digitali garantendo allo stesso tempo la sicurezza di aziende e utenti è necessario mettere in campo soluzioni passwordless basate su smartphone che consentono di aumentare il livello di sicurezza del processo di autenticazione senza conseguenze sull'usabilità, grazie alla possibilità di eseguire operazioni come accedere ai propri servizi online, firmare e scambiare digitalmente documenti criptati tramite smartphone".
A sottolinearlo sono i fondatori di ToothPic, startup italiana focalizzata sulla sicurezza informatica per l'autenticazione.
 
ToothPic ha infatti inventato, progettato, sviluppato e brevettato una tecnologia MFA (Multifactor Authentication) unica al mondo che, sfruttando la firma nascosta e involontaria che lascia ciascuna fotocamera, permette allo smartphone di diventare una chiave di accesso sicura per l'autenticazione online, eliminando così la necessità di ulteriori password, strumenti o device esterni.  La soluzione da un lato è in grado di riconoscere i dispositivi da cui è avvenuta una specifica transazione, andando così a risolvere eventuali casi di finte dichiarazioni o movimenti bancari sospetti, dall'altro garantisce la protezione degli assetti interni, offrendo la possibilità agli impiegati di utilizzare il proprio dispositivo come chiave di autenticazione sicura per accedere alle piattaforme aziendali, proteggendo così la propria identità e i dati sensibili.  
ToothPic consente inoltre a compagnie bancarie e assicurative che vogliono aumentare la sicurezza relativa alla certificazione di documenti importanti di farlo senza rinunciare all'usabilità: clienti e impiegati possono infatti utilizzare il proprio smartphone come firma digitale per sottoscrivere contratti, polizze e accordi. La soluzione, infatti, riconosce il dispositivo utilizzato dai dipendenti per firmare i documenti e archivia in modo sicuro le chiavi sugli smartphone, crittografandole attraverso le imperfezioni uniche e non clonabili dei sensori fotografici. 
Infine, grazie ad un protocollo recentemente implementato, ToothPic consente al solo destinatario - dunque solo ad uno specifico smartphone - di aprire messaggi e documenti criptati, evitando così il rischio che le credenziali vengano clonate e intercettate da terze parti. In caso di sinistro, infine, lo smartphone dei soggetti interessati può essere utilizzato come firma fotografica, autenticando e certificando le prove, le quali possono essere inviate immediatamente al centro di revisione sinistri.

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