Un'indagine Nielsen rileva i primi utilizzi di ChatGPT, Gemini e Claude per il confronto dei prezzi e il chiarimento dei termini tecnici, ma oltre il 60% degli intervistati esprime ancora diffidenza.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 18/06/2026
Le piattaforme di Intelligenza Artificiale come ChatGPT, Gemini e Claude iniziano a fare il loro ingresso anche nel settore delle polizze motor. Secondo una recente indagine Nielsen realizzata per Prima Assicurazioni, quasi un italiano su cinque, nello specifico il 17,8% del campione, ha già utilizzato almeno una volta i sistemi di IA per orientarsi nel mondo delle assicurazioni per auto e moto. Lo studio fotografa un fenomeno ancora agli inizi, ma che mostra già una penetrazione concreta nelle abitudini di acquisto e informazione dei consumatori.
Entrando nel dettaglio dei dati emersi, emerge che il 9,7% degli intervistati ha sfruttato l'IA per confrontare prezzi e garanzie con l'obiettivo di individuare la polizza più adatta alle proprie necessità. Un altro 6,8% ha utilizzato gli assistenti virtuali per decodificare il linguaggio burocratico, chiedendo spiegazioni su termini tecnici complessi e clausole contrattuali come il funzionamento delle franchigie. Una percentuale minore, pari al 3,6%, si è invece spinta oltre, richiedendo supporto per la gestione di procedure operative più delicate quali la denuncia di sinistri, le richieste di rimborso o le disdette contrattuali.
A fronte di questa prima apertura tecnologica, la ricerca evidenzia parallelamente una forte resistenza culturale. Oltre sei italiani su dieci, pari al 63,6% degli intervistati, dichiarano una netta diffidenza verso l'uso dell'Intelligenza Artificiale per la gestione dei servizi assicurativi. Le motivazioni di questo freno sono legate al bisogno di sicurezza e relazioni umane: il 33,3% del campione preferisce muoversi all'interno dei canali web ufficiali delle compagnie o dei comparatori tradizionali, mentre il 19,7% dichiara di sentirsi tranquillo solo affidandosi a un agente assicurativo in carne e ossa. Pesa infine lo scetticismo sulla precisione delle informazioni, con il 18,6% dei cittadini che ritiene i software non ancora abbastanza attendibili, affiancato da un'identica quota di popolazione che si dice del tutto disinteressata o non informata sul tema.