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Esami della patente nel mirino: la tecnologia contro i furbetti

Dalle microcamere agli auricolari invisibili, il Ministero risponde con i jammer. Ma i rischi penali restano pesantissimi.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 27/07/2026

La progressiva miniaturizzazione dei dispositivi elettronici ha trasformato radicalmente il volto dei tentativi di frode durante le prove teoriche per la patente di guida. Negli ultimi tempi si è assistito al diffondersi di un sistema sofisticato che sfrutta microcamere occultate negli abiti o negli occhiali, capaci di inquadrare i quiz a schermo e trasmettere le immagini in tempo reale a un complice posizionato all'esterno dell'aula. Quest'ultimo, dopo aver individuato le risposte corrette, le comunica al candidato attraverso un microauricolare praticamente invisibile, chiudendo un circuito comunicativo che permette di superare la prova senza alcuna reale preparazione.

Di fronte a questa escalation tecnologica, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reagito introducendo l'utilizzo dei jammer presso le autoscuole e i centri autorizzati a ospitare gli esami, inclusi quelli per la Carta di Qualificazione del Conducente. Questi dispositivi agiscono disturbando o impedendo le frequenze di trasmissione, neutralizzando di fatto il collegamento tra il candidato e l'esterno senza danneggiare fisicamente le apparecchiature. Si tratta di una contromisura che mira a rendere inefficace la catena della frode, rendendo impossibile la ricezione dei suggerimenti necessari per completare il test illecitamente. La dotazione di tali sistemi di disturbo è prevista ormai su tutto il territorio nazionale.

La stretta istituzionale è maturata in seguito al susseguirsi di numerosi episodi di cronaca, tra cui il caso emblematico di Monza, dove un candidato è stato denunciato per aver tentato di ingannare la commissione d'esame. Chi viene scoperto non va incontro soltanto all'annullamento dell’esame, ma deve affrontare conseguenze ben più gravi che includono il sequestro dell'intera attrezzatura tecnologica utilizzata e l'interdizione temporanea dal poter sostenere nuovamente la prova. Sul piano giudiziario, le ipotesi di reato che possono configurarsi vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al falso ideologico, con il rischio concreto che la posizione del candidato si aggravi drasticamente qualora venisse dimostrato un collegamento con reti criminali organizzate, potendo arrivare fino all'accusa di associazione a delinquere.

Il ricorso a questi espedienti, oltre a essere rischioso, viene definito dagli esperti come una scelta profondamente irragionevole. Nino Lucchesi, analista per Truffa.net, sottolinea come i costi elevati necessari per procurarsi i kit fraudolenti e le pesanti ripercussioni penali rendano il tentativo del tutto antieconomico e rischioso. Secondo l'esperto, l'esame di teoria rappresenta un traguardo raggiungibile con un normale periodo di studio e impegno personale, rendendo di fatto insensato esporre se stessi a procedimenti legali e a spese ingenti pur di evitare la preparazione necessaria per ottenere la patente in modo legittimo.



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