La survey Anker eufy Security delinea un’Italia che, nonostante l'aumento delle soluzioni smart, sceglie ancora la solidarietà umana come primo sistema di allarme contro i furti estivi.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 03/08/2026
Con l’arrivo della stagione estiva e la pianificazione delle partenze, il pensiero della casa lasciata incustodita continua a turbare il riposo di moltissimi italiani. Secondo una recente indagine condotta da Anker eufy Security, oltre il 71% degli intervistati indica i furti e le intrusioni come la principale fonte di ansia nel momento in cui si chiude la porta di casa per partire. A queste paure si aggiungono preoccupazioni più pragmatiche, come il timore di danni domestici causati da perdite d’acqua o fughe di gas, e la paura di subire blackout che potrebbero compromettere la conservazione dei cibi nei frigoriferi. Nonostante la consapevolezza dei rischi, l'approccio alla protezione domestica rimane ancorato a dinamiche di tipo tradizionale, dove la rete di fiducia composta da familiari, vicini e amici funge da vero e proprio sistema di allarme umano. Quasi sei italiani su dieci scelgono infatti di affidare la propria abitazione alle cure dei parenti, mentre una fetta significativa si affida alla disponibilità del vicinato o degli amici, relegando le soluzioni tecnologiche come telecamere, sensori o applicazioni di monitoraggio in una posizione decisamente secondaria, utilizzata solo da una minima parte della popolazione.
Questo bisogno di protezione non si limita alle mura domestiche ma si estende prepotentemente anche alla sfera digitale. La cautela degli italiani è diventata una vera e propria forma di difesa, che si traduce in una gestione oculata dei profili online. Oltre sei italiani su dieci hanno dichiarato di modificare il proprio comportamento sui social network durante le ferie, evitando o limitando la pubblicazione di foto, tag e aggiornamenti in tempo reale. L'obiettivo è quello di non lasciare tracce digitali che possano suggerire malintenzionati l'assenza prolungata dai propri domicili, trasformando la prudenza online in un elemento integrante della strategia di sicurezza estiva. La vacanza, dunque, rimane un momento da vivere, ma la condivisione sui social viene gestita con estrema cautela per non esporre inutilmente la casa.
Parallelamente, il settore della sicurezza domestica sta vivendo una fase di lenta ma costante evoluzione, con la tecnologia che inizia a ritagliarsi uno spazio crescente, pur non riuscendo ancora a scalzare il primato della solidarietà sociale. Le telecamere di sicurezza rappresentano lo strumento smart più diffuso, seguito da sensori di movimento e app di controllo remoto, con una fetta consistente di cittadini che dichiara di voler valutare l'acquisto di tali dispositivi nel prossimo futuro. Il timore di furti è talmente sentito da influenzare, in alcuni casi, le stesse decisioni di viaggio, spingendo una minoranza di italiani a rinunciare alla partenza o a vivere le ferie con un senso di inquietudine costante. Gli oggetti che destano maggiore preoccupazione, in caso di intrusione, rimangono i dispositivi tecnologici come computer e smartphone, seguiti da gioielli, orologi, contanti e ricordi dal forte valore affettivo. In questo scenario, emerge con chiarezza il ritratto di un Paese che, seppur consapevole delle potenzialità offerte dagli strumenti moderni, continua a vivere la sicurezza come una questione di vicinanza e prossimità umana, integrando con prudenza gli strumenti digitali solo come un ulteriore livello di consapevolezza a supporto del proprio sistema tradizionale di protezione.