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Kaspersky: oltre 4,7 milioni di attacchi informatici mascherati da strumenti di lavoro tra Zoom, Outlook e OneDrive

L'analisi di Kaspersky evidenzia come i criminali informatici sfruttino la ripresa delle attività lavorative dopo la pausa estiva per diffondere malware e sofisticate campagne di phishing tramite piattaforme aziendali familiari.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 14/09/2026

Con la ripresa a pieno regime delle attività lavorative dopo la pausa estiva, i criminali informatici intensificano le campagne fraudolente sfruttando comunicazioni aziendali apparentemente legittime. Un'analisi condotta da Kaspersky tra luglio 2025 e giugno 2026 ha rivelato ben 4.781.846 tentativi di attacco che hanno impiegato contenuti in grado di imitare famosi servizi e strumenti di lavoro quotidiano. Tra le piattaforme più colpite spicca Zoom, al centro di oltre 2,6 milioni di rilevamenti, seguita da Outlook con circa 1,5 milioni di tentativi, mentre il resto delle minacce ha coinvolto strumenti come OneDrive, Microsoft Excel e Microsoft Teams, sfruttando la distrazione e l'elevato volume di messaggi tipico della transizione post-vacanze.

Sotto il profilo tecnico, la categoria di minacce più diffusa è stata quella dei downloader, con oltre 2,7 milioni di casi mirati a installare software aggiuntivi sui dispositivi, seguita dai trojan (quasi un milione di rilevamenti) capaci di celarsi dietro file apparentemente legittimi per sottrarre dati sensibili, e dagli exploit volti a sfruttare le vulnerabilità dei sistemi operativi. Accanto ai malware tradizionali, i ricercatori hanno evidenziato sofisticate campagne di phishing mirato agli account aziendali, tra cui tecniche avanzate basate sui codici per dispositivi che inducono gli utenti ad autorizzare applicazioni controllate dagli aggressori senza esporre direttamente la password, aggirando persino l'autenticazione a più fattori e i controlli sui domini ufficiali.

Un ulteriore vettore di inganno particolarmente insidioso ha riguardato la diffusione di falsi inviti a colloqui di lavoro riconducibili al team di reclutamento di Google, distribuiti attraverso la piattaforma legittima Google AppSheet. Sfruttando la credibilità di un servizio ufficiale per l'invio delle e-mail, i criminali sono riusciti a conferire maggiore autorevolezza alle comunicazioni, spingendo i professionisti a cliccare su link malevoli progettati per raccogliere credenziali personali. Per difendersi da queste minacce, gli esperti raccomandano di verificare sempre i canali ufficiali e di adottare soluzioni di sicurezza avanzate capaci di intercettare le anomalie nei flussi di comunicazione aziendale.



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