Google si toglie dai guai in patria e lo fa sborsando ben
8,5 milioni di dollari. La ragguardevole somma andrebbe a placare gli animi di
sette utenti di Gmail, tanto infuriati contro
Buzz da intentare a BigG una pericolosa quanto agguerrita class action.
Il
social network Buzz, contenuto all'interno di Gmail, destò alcuni
interrogativi dopo il lancio, interrogativi in materia di
privacy. Google poi corse ai ripari, sistemando le features incriminate. Non così in fretta però e un pugno di bellicosi utenti hanno fatto in tempo a depositare una
class action contro il gigante della web search.
E i sovracitati 8,5 milioni di dollari sono appunto parte di una
proposta di accordo depositata da Google presso la Corte di San Josà©, depositaria dell'azione legale di cui sopra: parte della somma andrebbe a vantaggio di svariate organizzazioni impegnate nella tutela della privacy dei cittadini. Il restante, invece, coprirà le spese legali degli utenti che hanno depositato la class action.
Il patteggiamento, molto
politically correct e in pieno stile Google, è stato accompagnato da rassicuranti dichiarazioni da Mountain View: "ci siamo sempre impegnato ad offrire trasparenza e libertà di scelta, in Buzz e in tutti i nostri altri prodotti. Continueremo a collaborare con gli utenti per assicurare loro la miglior esperienza d'uso possibile".
8,5 milioni di dollari sono tanti, ma l'argomento privacy - e la sua mancata osservanza - sono ben più pericolosi e potrebbero portare a danni ben più gravi. A questo proposito si veda il caso
Street View: sotto inchiesta, ancora, Google e il suo servizio di mappatura "fotografica" delle maggiori città mondiali.
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