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Videogiochi, in Italia ci sono 29 milioni di gamer

Secondo una recente ricerca di Aesvi, in Italia, i giocatori di videogames sono oltre 29 milioni.

Autore: redazione videogiochi e film

Pubblicato il: 17/07/2015

Secondo l'Aesvi, l’associazione italiana di editori e sviluppatori, i videogiochi in Italia sono in crescita, sia in termini di fatturato, sia come numero di videogiocatori.
Nello specifico, nei primi 5 mesi dell’anno, il settore ha fatto registrare un segno positivo del 3,8% rispetto al periodo precedente.
A trainare le vendite fino a maggio sono stati i segmenti dell’hardware (+1,2%: nel 2014 il fatturato è stato di 276,3 milioni derivante soprattutto dall’adozione delle console di nuova generazione) e degli accessori (+6,8%), insieme al software digitale (+20%: 180 milioni pari al 20%, ed è questo il dato più interessante).
In lieve flessione il software pacchettizzato per consolle (-2,9%), che continua ad essere il segmento più importante del mercato (346,5 milioni, il 39% del totale), mentre subisce un calo più rilevante il software pacchettizzato per PC (-14,3%).
Per quanto riguarda i videogiochi più venduti, domina incontrastato Fifa di Electronic Arts, poi abbiamo una classica serie di blockbuster che ritornano (tra cui Minecraft) inframmezzati da nuove IP come Watch Dogs, Destiny e Tomodachi Life.
Secondo Aesvi-Gfk, in Italia, i giocatori di videogames sono oltre 29 milioni (29,3 per la precisione), tra casual e hardcore.
Dal report si evince che nel 2011 i gamer italiani erano circa 22,2 milioni, e anche il profilo si è evoluto: nel 2011 i videogiocatori di sesso maschile erano il 55%, contro il 51% di oggi. Le videogiocatrici di sesso femminile erano il 45% nel 2011 e sono il 49% nel 2015. La fascia d’età in cui si registrano più videogiocatori è tra i 35 e i 44 anni (24%), seguono la fascia tra i 45 e i 54 anni (20%) e la fascia tra i 25 e i 34 anni (18%). Oggi quasi 1 italiano su 3 di età superiore ai 14 anni possiede una console (14.1 milioni di persone), contro più di 1 italiano su 4 (10.8 milioni di  persone nel 2011). Il tasso di penetrazione è quindi cresciuto di 6 punti percentuali dal 22% al 28%.

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