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Malware, Kaspersky Lab: perdite di denaro in un caso su tre

Secondo uno studio condotto da Kaspersky Lab, quasi il 45% degli utenti Internet ha subito, nel corso dell’ultimo anno, danni causati da software infetti.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 28/09/2015

I malware sono più diffusi su computer con sistema operativo Windows – l’83% degli utenti Windows ha affermato di aver subito un attacco nel corso degli ultimi 12 mesi. A dirlo è uno studio condotto da Kaspersky Lab e B2B International
Tuttavia, utenti Android e Mac OS X non sono risultati immuni: i dispositivi di questi utenti sono stati presi di mira rispettivamente nel 13% e nel 6% dei casi.
Il 12% degli utenti ritiene che il proprio dispositivo sia stato infettato visitando un sito web sospetto; mentre l’8% attribuisce la causa all’utilizzo di un dispositivo o di un’unità flash USB di terzi infetta o addirittura all’installazione di una applicazione dannosa mascherata da programma legittimo.
Il 7% degli intervistati sostiene che ad infettare i propri device sia stato l’allegato di una email.
Tra gli utenti intervistati la maggior parte (13%) ha dichiarato di non sapere quale percorso abbia fatto il malware per infettare il proprio dispositivo.4 malware su 5 hanno causato problemi considerevoli. Il più delle volte, nel 35% dei casi, gli utenti hanno notato significativi rallentamenti nel funzionamento del computer. Il 30% è stato sommerso da pubblicità invasiva (ad esempio in alcuni casi il browser reindirizzava le ricerche verso siti indesiderati) ed il 20% degli intervistati ha rilevato la presenza di programmi non richiesti sul proprio dispositivo.
Tra gli effetti più pericolosi rilevati ci sono modifiche al browser o alle impostazioni del sistema operativo all'insaputa dell'utente (17%), la perdita (10%) o il furto (8%) dei dati personali, pubblicazioni e like non autorizzati sui social network (9%) e intrusione nella webcam (6%). Dall’indagine è emerso, inoltre, che l’11% degli intervistati ha dovuto pagare i cybercriminali per sbloccare il proprio dispositivo o per decriptare i file personali (6%) in seguito ad un’infezione da ransomware.
Complessivamente, il 33% ha subito perdite finanziarie oltre ad aver pagato una sorta di riscatto e ad aver dovuto spendere ulteriore denaro per ripristinare il dispositivo ed i dati e per dotarsi di un software che eliminasse gli effetti dell’infezione malware. Altri hanno addirittura dovuto sostituire il dispositivo. Nei casi in cui è stata riscontrata la perdita di denaro, la spesa media conseguente ad un attacco ammontava a 160 dollari.
"E’ sufficiente essere un po’ più prudenti: in questo modo si potrebbero evitare costi imprevisti ed effetti spiacevoli. Basta seguire poche e semplici regole: non utilizzare chiavette USB non verificate, utilizzare solo applicazioni scaricate da store ufficiali, aggiornare il sistema operativo e le applicazioni ed effettuare la scansione dei file con una soluzione di sicurezza prima di aprirli. La chiave per rimanere al sicuro sta nella capacità di prevedere problemi potenziali, prendendo le necessarie precauzionispiega Morten Lehn, Managing Director di Kaspersky Lab.

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