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Blue Whale, Telefono Azzurro: allarme, ma non allarmismo

Telefono Azzurro: "Italia terreno fertile, in crescita i casi di autolesionismo in adolescenza".

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 22/05/2017

La “Blue Whale Challenge”, consterebbe in un percorso a step culminato nel suicidio del partecipante alla sfida, documentato attraverso un video o app di live streaming come Periscope. 
Negli step della sfida è ricorrente l’incitazione ad atti di auto-lesionismo. Con questo termine si intende il danneggiamento del proprio corpo attraverso lesioni intenzionalmente auto-inflitte quali, ad esempio, tagli, bruciature o fratture. Quandanche l’autolesionismo non sia mosso da intenzioni suicidarie, è bene ricordare che gli esiti accidentali di tale condotta possono essere molto gravi e talvolta letali.
In un recente report dell’OMS si afferma che “il suicidio e la morte accidentale da autolesionismo erano la terza causa di mortalità degli adolescenti nel 2015, con una stima di 67.000 morti. L’autolesionismo si verifica in gran parte tra gli adolescenti più grandi, e globalmente è la seconda causa di morte per le ragazze adolescenti di età maggiore. E' la principale causa di morte o la seconda di adolescenti in Europa e Sud-Est asiatico.
Allo stato attuale, non risultano in Italia casi accertati che siano incontrovertibilmente riconducibili al fenomeno “Blue Whale”. Il clamore della notizia e le due richieste di aiuto pervenute a Telefono Azzurro (come la mamma che richiede laboratori specifici sul tema Blue Whale e la chat della ragazzina che scrive dicendo di essere ispirata ad iniziare la challenge) sono però un’ottima occasione per riflettere sul tema della tutela della salute mentale di bambini e ragazzi.
“Telefono Azzurro sta monitorando l’allarme senza però cedere ad un allarmismo - dichiara Ernesto Caffo, Professore ordinario di Neuropsichiatria infantile- Università di Modena e Reggio Emilia, Presidente di Telefono Azzurro Onlus -  Invitiamo tutti ad un’estrema cautela, in linea con le molte voci di professionisti europei con cui ci stiamo confrontando e che si stanno esprimendo in questo senso. Il fenomeno dell'autolesionismo spesso viene esposto online, insieme al suicidio. Entrambe rappresentano tematiche di interesse per i professionisti del nostro settore che si occupano della tutela dei bambini e dei ragazzi. Se è vero che non ci sono casi riconducibili al Blue Whale Challenge è anche vero che i dati Telefono Azzurro ci restituiscono uno scenario preoccupante. Specialmente nell’ultimo quadrimestre. Per ogni necessità noi siamo a disposizione dei ragazzi alle linee di ascolto 19696 e 114 oltre che in chat per qualsiasi confronto o necessità di aiuto".
Autolesionismo in crescita stando ai dati raccolti dalle linee di ascolto Telefono Azzurro, dove nel solo primo quadrimestre l’Associazione ha gestito 59 casi di atti autolesivi, 43 di ideazione suicidaria e 9 di tentativo di suicidio. Se questo trend dei primi mesi del 2017 venisse confermato anche per il resto dell'anno, allora i casi per queste tre motivazioni risulterebbero in aumento rispetto l’anno passato.
Le testimonianze dei genitori dei ragazzi russi il cui suicidio sarebbe riconducibile alla sfida “Blue Whale” citano spesso la dimensione del segreto, fondamentale in molte forme di abuso (es. psicologico e sessuale). Il segreto e l’imposizione del silenzio sono funzionali all’isolamento della vittima e ad impedirle che possa chiedere un aiuto, interrompendo la dinamica in corso. È fondamentale insegnare ai ragazzi a diffidare da chi vuole il loro silenzio o lo impone attraverso la minaccia: apparentemente sembra un modo per creare una relazione esclusiva, è invece un mezzo per isolare dalla rete di sostegno amicale e familiare, rendendo difficile la richiesta di aiuto.
Telefono Azzurro dà sostegno alle persone in difficoltà chiamando il numero sempre attivo 1.96.96 oppure attraverso la chat (attiva tutti i giorni dalle 08.00 alle 22.00 – il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 20:00).

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