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Solo il 22% degli e-shop italiani vende anche all'estero

Solo il 22% degli e-shop italiani vende anche all'estero

Dati poco incoraggianti quelli che tratteggiano negozi digitali italiani come “troppo nazionalisti” – solo l’8% si presenta in doppia lingua e solo il 4% propone pagamenti in una valuta differente dall’Euro.

Pubblicato: 10/05/2018 17:00

di: Redazione BitCity.it

   

idealo partecipa a Netcomm Forum 2018 (30-31 maggio 2018, presso MiCo - Milano Congressi, Stand H16), presentando alcuni dati molto interessanti legati al tema del “cross border trade”, ossia la possibilità di vendere online anche all’estero. Il cross border trade rappresenta un’opportunità per tutti gli attori coinvolti nella digital economy.
Partendo dai vantaggi per i consumatori, ci sono alcuni prodotti che possono essere più economici se acquistati al di fuori dell’Italia. Ad esempio, i notebook  costano in media il 14.9% in meno se acquistati in Spagna,  mentre per acquistare un’asciugatrice o un paio di sneakers si può risparmiare più del 15% se li si compra in UK.
Risulta immediato il vantaggio che i consumatori italiani ottengono grazie agli acquisti transfrontalieri: la possibilità di accedere ad un’offerta diversificata ed acquistare prodotti che costano meno in paesi differenti dal proprio. 
D’altro canto, il cross border trade rappresenta un’opportunità anche  per  gli stessi e-shop. L’ultimo report di Eurostat mette in luce come l’e-commerce in Europa goda di ottima salute: nel Regno Unito, ad esempio, l’86% degli utenti internet utilizza il canale online per fare acquisti, in Svezia la percentuale è dell’84% ed in Germania dell’82%. Considerando che in Italia la percentuale si attesta attorno al 43%, contro una media europea del 68%, risulta chiaro il vantaggio di un e-shop nostrano che decida di vendere anche all’estero: presentarsi su un mercato internazionale – ancora più ricettivo rispetto al nostro quando si parla di e-commerce- ed allargare ulteriormente il proprio bacino d’utenza. A fronte di netti vantaggi per tutti gli attori coinvolti, i dati che idealo presenterà ufficialmente nel corso di Netcomm Forum stupiscono un po’ e fanno riflettere: in Italia solo il 22% degli e-shop vende anche al di fuori del proprio Paese. Dato ben lontano da altre realtà europee come Spagna e Francia, in cui gli e-shop che vendono all’estero sono il 50%, ma anche Regno Unito e Germania in cui il dato è rispettivamente del 48% e del 46%. 
Un altro dato poco incoraggiante messo in luce da idealo mostra come questa scarsa apertura dell’e-commerce italiano al resto d’Europa si evinca anche dal fatto che solo l’8% dei negozi digitali in Italia presenti il proprio e-shop in una seconda lingua differente dall’Italiano. Un dato tendenzialmente basso in tutta Europa, che vede l’e-commerce spagnolo in testa con il 24% di portali in doppia lingua, seguito dal Regno Unito al 24%, dalla Germania al 12% e dalla Francia al 10%. 
Infine, idealo ha cercato di evincere quanti e-shop italiani offrano la possibilità di pagare in una valuta differente dall’Euro e la risposta è  “solo il 4%”. Dato tendenzialmente basso in tutta Europa con gli e-shop inglesi che si aprono ad altre valute nel 24% dei casi, seguiti da quelli spagnoli (8%), tedeschi (4%) e francesi (2%).

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