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"Eden in Urbe": Tancredi Mangano racconta il paradiso perduto nel Calendario Epson 2020

Nelle 12 foto, il dialogo tra ambiente naturale e umano all'interno della città viene rappresentato in una prospettiva inusuale, che si richiama alle origini, quando la natura era incontaminata.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 27/11/2019

Eden in Urbe, Calendario 2020 firmato da Tancredi Mangano, è il nuovo omaggio di Epson alla fotografia italiana nell'anno del ventennale del progetto Calendario che dal 2001 racconta i grandi interpreti dell'immagine e la loro visione artistica attraverso le fotografie stampate con la tecnologia della società giapponese sino a creare un vero e proprio oggetto da collezione.
Il Calendario Epson 2020 è una narrazione della città per immagini secondo un inedito punto di vista: l'autore opera un completo ribaltamento della prospettiva che dà origine a una nuova rappresentazione della natura nel contesto urbano, sino a rendere invisibile la città stessa. La vegetazione rappresentata nella sua dimensione primigenia, quasi selvaggia, diventa la protagonista in un contesto urbano in cui gli edifici appaiono come intrusi. Gli alberi si prendono la scena e ritorna il colore con la delicatezza cromatica di una stampa giapponese o con la precisione minima di un intreccio lavorato a china; le costruzioni e i palazzi invece appaiono sullo sfondo, anonimi ed estranei, spesso solo intuibili.
"Il mio lavoro - spiega Tancredi - è nato osservando una realtà che di solito sfugge allo sguardo di chi vive in una città come Milano: l'idea era di rappresentare un luogo in cui la vegetazione è capace, nonostante gli innumerevoli ostacoli, di recuperare una dimensione quasi incontaminata. Dopo qualche giorno di lavoro ho cominciato a invertire la prospettiva in cui noi abitualmente ci muoviamo: ho iniziato a fotografare gli alberi facendo in modo che fossero gli edifici ad apparire come intrusi. E l'ho fatto in appena due mesi, a ribadire come oggi l'alternarsi delle stagioni sia frutto più dello sguardo e della memoria che di un reale avvicendarsi nel tempo".
Epson si è assunta il compito di tradurre su carta la visione artistica dell'autore: tutte le foto del calendario sono prodotte con stampanti, carte e inchiostri Epson e descrivono in maniera precisa i dettagli e le variazioni cromatiche degli scatti originali, grazie all'elevata tecnologia di stampa, oggi uno standard di qualità riconosciuto nel settore della fotografia internazionale. Il risultato è un Calendario da collezione a tiratura limitata: solo 800 copie numerate caratterizzate da immagini accurate e precise, stampate in originale e incollate a mano per ogni mese dell'anno.


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