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Connessi in vacanza: la metà degli italiani usa l’hotspot, 1 su 4 ha il Wi-Fi nella seconda casa

Solo il 4% degli italiani si disconnette durante le ferie, rimane cruciale il tema della cybersicurezza. La metà delle nuove installazioni Wi–Fi nelle seconde case è stata fatta durante la pandemia.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 12/08/2022

Durante l’estate, solo il 4% degli italiani trascorre le proprie vacanze all’insegna della disconnessione. È quanto emerge da un’indagine1 condotta da Selectra (selectra.net), il servizio gratuito che confronta e attiva le offerte di luce, gas e internet per aziende e privati, che conferma il ruolo centrale della rete non solo nella sfera lavorativa, ma anche nella vita di tutti i giorni. Secondo l’analisi, per connettere i diversi dispositivi, gli italiani utilizzano soprattutto l’hotspot, sfruttato dal 56% dei vacanzieri che si spostano lungo lo Stivale e che vanta una percentuale di soddisfazione del 90% per quanto riguarda la qualità della connessione; solo un terzo degli intervistati sfrutta invece il Wi-Fi fisso dell’hotel. L’hotspot si conferma la tecnologia più usata anche dalle persone che trascorrono le ferie nelle seconde case (54%), seguito in questo contesto da una connessione fissa, installata dal 25% degli intervistati (con un tasso di soddisfazione dell’85%). Alla luce di questi dati, sembrano invece destinate a scomparire tecnologie ormai obsolete come le saponette o le chiavette USB: a utilizzarle è infatti solo il 9% degli italiani che si sposta nelle seconde case e il 4% di chi trascorre l’estate nelle strutture ricettive. Ma cos’altro raccontano questi dati? Innanzitutto, concentrandosi sulle seconde case, Selectra fa notare che la lotta al digital divide nel Belpaese sta (lentamente) funzionando: anche se il divario con le grandi città rimane consistente, la fibra si sta infatti espandendo in modo sempre più capillare anche in provincia, nei piccoli paesi e in montagna. Tra le regioni, spiccano i dati di Calabria e Lazio, la cui copertura delle famiglie residenti con fibra Fttc (Fiber to the cabinet: la fibra arriva fino all’armadio stradale, per poi proseguire in rame fino all’abitazione dell’utente, con inevitabile perdita di velocità) è rispettivamente del 98,9% e 96,5%, così come si legge nel Policy Brief sulle economie regionali pubblicato dall’Istituto per la Competitività (I-Com)2. Questa espansione, unita alla crescente disponibilità delle connessioni dati 4G e 5G, che raggiungono porzioni sempre più ampie del territorio italiano, è quindi un fattore fondamentale per la valorizzazione delle seconde case anche oltre il periodo estivo. Inoltre, soprattutto con la diffusione dello smart working, questo fattore faciliterebbe anche il ripopolamento di borghi e aree rurali suburbane, prima non così fornite; non è un caso, quindi, se secondo i dati dell’indagine di Selectra la metà dei rispondenti ha dichiarato di aver installato il Wi-Fi nella seconda casa durante la pandemia. In secondo luogo, i dati dimostrano che la connessione internet è ormai sinonimo non solo di lavoro e comunicazioni rapide, ma anche e soprattutto di svago: oltre alla pervasività dei social, basti solo pensare a quanti film, serie televisive o videogiochi scorrono sugli schermi dei device durante le vacanze.

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