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NordVPN: l’88% degli italiani usa un dispositivo elettronico a letto

La maggior parte degli italiani (62%) controlla le email e i messaggi anche a letto. Quasi la metà degli italiani legge notizie negative e ritiene che l’uso di dispositivi elettronici a letto influenzi negativamente la qualità del sonno.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 28/05/2024

Un recente sondaggio dell’azienda specializzata in cybersecurity NordVPN ha rivelato che l’88% degli italiani porta almeno un dispositivo elettronico a letto. Si tratta del secondo risultato più alto fra i 16 Paesi coinvolti nel sondaggio, dietro solo al Messico. La maggior parte degli italiani usa più di 3 dispositivi a letto, il valore più alto fra tutti i Paesi europei, con un terzo delle persone con almeno 2 device sul comodino.

Fra i dispositivi usati a letto, gli italiani prediligono gli smartphone (90%), davanti a TV (61%) e computer (36%).

“Sapevamo già che gli italiani non abbandonano mai il proprio smartphone. Uno dei nostri studi precedenti aveva mostrato che l’80% dei residenti in Italia porta con sé il telefonino anche in bagno. Ma visto che l’utilizzo dello smartphone in un ambiente rilassato si associa solitamente allo scrolling, ovvero alla navigazione libera, le persone tendono ad abbassare la guardia sul fronte della sicurezza online,” ha aperto Adrianus Warmenhoven, consulente per la cybersecurity di NordVPN.

Controllare le email e navigare sui social: le attività preferite a letto dagli italiani

Se la maggior parte degli italiani (62%) controlla email e messaggi anche a letto, un altro 59% si dedica alla navigazione sui social. Quasi la metà delle persone intervistate in Italia (48%) fa acquisti online o guarda video (ad esempio su YouTube).

Fra le altre attività, gli italiani leggono o ascoltano le news (37%) o semplicemente chattano con amici e parenti (34%). Un terzo si dedica anche ai videogiochi a letto, mentre il 32% controlla le previsioni meteo.

“La ricerca ha mostrato che l’attività preferita dagli italiani alla mattina è controllare le email e i messaggi, mentre di sera, prediligono i social media. Le persone cercano il relax a letto e, proprio per questo motivo, potrebbero non accorgersi di attività sospette sui propri dispositivi, come i tentativi di accesso di qualche sconosciuto o strani messaggi che compaiono sullo schermo. Portando a letto un dispositivo elettronico come smartphone o computer, corriamo il rischio di rivelare i nostri dati agli hacker,” ha precisato Adrianus Warmenhoven.

2 italiani su 3 pensano che i dispositivi elettronici a letto influenzino negativamente la qualità del sonno

La maggior parte degli italiani (88%) usa almeno un device elettronico a letto di sera o di notte. Per questo motivo, non ci sorprende scoprire che quasi 2 persone su 3 (64%) pensino che i dispositivi influenzino negativamente la qualità del sonno. Le emozioni negative possono essere anche causate dalle notizie negative che si trovano online (il cosiddetto doom scrolling) in cui si imbattono quasi la metà degli italiani (44%).

Inoltre, più di 1 italiano su 3 pensa di perdere tempo tenendo gli occhi sullo schermo invece che dormire. Raramente, però, vengono prese misure effettive per modificare questo comportamento.

D’altro canto, fra tutti i Paesi coinvolti nella ricerca, in Italia si tende a lasciare da parte schermi e dispositivi elettronici quando c’è il proprio partner a letto (solo 1 persona su 3). In questo caso, in cima alla classifica ci sono messicani, australiani e britannici, con metà della popolazione che usa uno smartphone o altri dispositivi anche col partner a fianco.

L’Italia è il Paese n°1 al mondo per la modalità “Notte”

Anche se l’Italia è prima al mondo fra i Paesi oggetto della ricerca per quanto riguarda la modalità “Notte”, non tutti decidono di staccare allo stesso modo. 1 italiano su 5 ritiene di passare più tempo di quanto desideri davanti a uno schermo. Il 66% pensa invece di gestire bene la propria attività digitale, sostenendo di passare la giusta quantità di tempo davanti ai propri dispositivi.

“Il paradosso della modalità “Notte” è affascinante. Da un certo punto di vista, dovrebbe promuovere abitudini digitali più sane, ma alla fine gli utenti tendono a passare più tempo online del dovuto. Un’abitudine che influenza non solo la qualità del sonno ma crea anche rischi sul fronte della privacy. Quando si naviga di notte, si è più inclini a prendere decisioni impulsive, come ad esempio spendere cifre eccessive o cadere preda di pubblicità ingannevoli,” ha precisato Warmenhoven.



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