A causa delle restrizioni del Digital Markets Act normativo, la funzionalità debutterà sui dispositivi mobili solo al di fuori della UE, mentre sarà accessibile sui sistemi desktop e sul visore.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 10/06/2026
Apple ha annunciato ufficialmente Siri AI, una versione completamente rinnovata del suo storico assistente virtuale e interamente alimentata dall'ecosistema Apple Intelligence. Tuttavia, a causa delle stringenti richieste del Digital Markets Act (DMA), l'azienda di Cupertino non potrà rendere disponibile questa tecnologia nell’Unione Europea in concomitanza con il rilascio di iOS 27 e iPadOS 27. Nel corso degli ultimi mesi, i regolatori europei hanno respinto ogni soluzione proposta dal colosso americano per introdurre Siri AI salvaguardando al contempo la sicurezza e il supporto ad altri assistenti virtuali di terze parti. Craig Federighi, Senior Vice President of Software Engineering di Apple, ha espresso profondo rammarico per l'impossibilità di offrire queste funzioni su iPhone e iPad entro l'anno, sottolineando che il rifiuto delle autorità di confrontarsi in modo costruttivo sulla tutela della privacy impedisce, al momento, di prevedere una data di lancio per iOS e iPadOS nella UE.
La mancata attivazione escluderà gli utenti europei da un pacchetto di funzionalità avanzate presentate alla WWDC26. Al momento del lancio dei nuovi sistemi operativi, non saranno accessibili la nuova applicazione dedicata alla cronologia delle conversazioni, gli strumenti di scrittura integrati, l’esperienza di intelligenza visiva estesa e la modalità Siri integrata nell'app Fotocamera. Inoltre, poiché l’utilizzo dell'assistente su watchOS 27 richiede un iPhone compatibile, anche gli utenti Apple Watch residenti nell'Unione Europea rimarranno privati del servizio. Al contrario, lo scenario sarà differente per altre piattaforme del brand: gli utenti europei potranno invece accedere a Siri AI su macOS 27 e visionOS 27. Una limitazione importante colpirà anche la comunità dei programmatori locali, dato che gli sviluppatori della UE non avranno la possibilità di testare o integrare le nuove API di Siri AI all'interno delle proprie applicazioni per iPhone, iPad e Apple Watch.
Il nodo della disputa risiede nei severi requisiti di sicurezza e architettura software voluti da Apple. Siri AI è stata progettata per elaborare le informazioni direttamente sul dispositivo e tramite il sistema Private Cloud Compute, proteggendo i dati sensibili. Secondo l'interpretazione del DMA applicata dai regolatori europei, l'introduzione di Siri AI obbligherebbe Apple a garantire a qualsiasi assistente virtuale concorrente un accesso diretto e illimitato ai dati privati degli utenti e il controllo autonomo delle app installate, senza le barriere di protezione ritenute essenziali dal produttore. Per le autorità UE, la legge impone che ogni intelligenza artificiale possa operare sul dispositivo in modo autonomo, una condizione che secondo Apple espone le persone a gravi rischi di manipolazione, furto di password o foto e modifiche non autorizzate ai file. Per aggirare il problema, Apple aveva proposto il Trusted System Agent, un intermediario sicuro per concedere agli assistenti terzi le medesime capacità di Siri AI in un arco di 18 mesi, ma la Commissione Europea ha respinto la proposta, congelando di fatto il debutto mobile della tecnologia sul mercato comunitario.