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Mercato globale degli smartphone in calo del 12% nel 2026

Secondo le ultime stime di Omdia, la contrazione dei volumi a 1.097 milioni di unità si accompagna a un incremento del valore di mercato a 651,6 miliardi di dollari, guidato dalla preferenza per i dispositivi di fascia alta e dall'allungamento dei cicli di sostituzione.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 18/09/2026

Il mercato globale degli smartphone si prepara a registrare una significativa contrazione nel corso del 2026, segnando un calo del 12% su base annua per un totale di 1,097 milioni di unità spedite. È quanto emerge dall'ultima analisi diffusa da Omdia, che evidenzia tuttavia una dinamica di segno opposto per quanto riguarda il valore complessivo del settore: nonostante la riduzione dei volumi, il giro d'affari globale è infatti proiettato in crescita del 12% a quota 651,6 miliardi di dollari, trainato da un forte incremento dei prezzi medi di vendita (ASP), attesi in aumento del 27% a 594 dollari (e fino a 624 dollari entro il 2027). Questa trasformazione riflette una profonda ristrutturazione della piramide dei prezzi, con la fascia d'ingresso economica progressivamente ridimensionata a vantaggio dei segmenti superiori.

Analizzando la composizione dell'offerta, il segmento dei dispositivi economici al di sotto dei 200 dollari subirà una drastica riduzione, passando dal 40.6% delle spedizioni totali registrato nel 2025 al 25.6% previsto per il 2027, con una perdita di quindici punti percentuali in appena due anni. In particolare, la categoria ultra-economica sotto i 100 dollari crollerà dal 12.6% al 3%, mentre la fascia compresa tra 100 e 199 dollari scenderà dal 28% al 22.6%. Al contrario, la fascia premium superiore agli 800 dollari è attesa in crescita dal 21.1% al 28.4% nello stesso arco temporale, superando per quota di mercato l'intero blocco dei dispositivi sotto i 200 dollari. I segmenti medi compresi tra 200 e 699 dollari manterranno invece una stabilità relativa attorno al 40%-41% dei volumi complessivi, come sottolineato da Jusy Hong, Senior Research Manager presso Omdia.

Alla base di questa transizione strutturale si muovono cinque forze interconnesse che stanno ridefinendo le strategie dei produttori e le abitudini dei consumatori. In primo luogo, l'allungamento dei cicli di vita dei dispositivi sta rallentando la domanda di sostituzione: grazie a impegni di supporto software sempre più estesi da parte dei principali brand e a miglioramenti tecnologici stabili in termini di batterie e prestazioni, i consumatori tendono a trattenere il proprio smartphone più a lungo. Questa dinamica alimenta direttamente la crescita del mercato secondario e dei dispositivi ricondizionati, supportati da programmi strutturati di permuta e garanzia promossi da aziende come Apple e Samsung, che offrono ai consumatori alternative di fascia alta a prezzi comparabili.

Contemporaneamente, l'aumento dei costi dei componenti esercita forti pressioni sull'accessibilità economica, soprattutto nei mercati emergenti come Africa, India, Sud-est asiatico e America Latina, dove il potere d'acquisto non tiene il passo con la crescita dei listini e rende centrali i programmi di finanziamento. Di fronte a queste sfide, i produttori stanno ricalibrando le proprie priorità strategiche, privilegiando la redditività e la qualità del portafoglio rispetto alla mera corsa ai volumi di spedizione. Tale orientamento si inserisce in un contesto di maturazione tecnologica complessiva, in cui i processori di fascia media garantiscono ormai prestazioni elevate, riducendo l'urgenza di upgrade e inaugurando una nuova fase per l'intera industria mobile globale.



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