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Panda Security: Cryptolocker utilizzato per colpire utenti e aziende

Superata la quota del trimestre precedente, con una media di 230.000 nuovi esemplari individuati ogni giorno, con un incremento del 43% rispetto al medesimo periodo nel 2014.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 14/10/2015

All’interno dell’ultimo Report relativo al secondo trimestre 2015,  PandaLabs, i laboratori antimalware di Panda Security, concentrano l’attenzione sull’incremento record nella creazione di nuovo malware, per colpire singoli utenti e aziende.
In questo periodo di riferimento, è stata creata una media di 230.000 nuovi esemplari di malware al giorno, per un totale di 21 milioni di codici in tre mesi. Paragonata alla medesima finestra temporale del 2014, in cui gli esemplari registrati erano stati 160.000, vi è stato un incremento del 43%.
La maggior parte di questa vasta quantità è semplicemente una mutazione di malware già conosciuto. In questo modo i cyber criminali hanno tentato di evitare le rilevazioni da parte dei laboratori antivirus.
Nello specifico, i Trojan continuano a essere con ampio margine la tipologia più comune (71,16%) e la principale fonte di infezione, con il 76,25% di utenti colpiti. Questo trimestre ha visto anche la diffusione di PUP (Potentially Unwanted Programs), che hanno raggiunto il 14,39% di attacchi, posizionandosi al secondo posto.
Tra le principali minacce incluse nel report, è evidenziato l’utilizzo di Cryptolocker per attaccare aziende e utenti privati. Nel caso degli utenti, i cyber criminali hanno riutilizzato una vecchia tecnica, vista per la prima volta 20 anni fa. È un metodo che infetta gli utenti attraverso le macro di documenti Office, specialmente Word. Per portare a termine l’attacco, gli autori includono un’immagine sfocata, visibile soltanto con l’attivazione delle macro. Una volta effettuata, l’utente sarà colpito da Cryptolocker.
Anche le aziende sono a rischio Cryptolocker, ne è un esempio Ryanair, che ha perso 5 milioni di dollari attraverso un transfer a una banca cinese. Altre società sono state vittime di furti di informazioni, tra cui CareFirst BlueCross BlueShield e il sito di dating online AdultFriendFinder.

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