Big G sfida OpenAI e Anthropic accelerando sui nuovi modelli di intelligenza artificiale e introducendo agenti personalizzati per l'ecosistema Android e Web.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 20/05/2026
Google ha sfruttato il palcoscenico della sua conferenza annuale degli sviluppatori, il Google I/O 2026, per lanciare una nuova controffensiva tecnologica nei confronti di OpenAI e Anthropic. In un momento di mercato fortemente polarizzato dalle valutazioni finanziarie dei concorrenti, entrambi vicini alla quotazione in borsa, il CEO Sundar Pichai ha svelato la nuova architettura della scuderia di Mountain View. Al centro dell'annuncio si colloca Gemini 3.5 Flash, un modello leggero e velocissimo progettato per abbattere i costi di calcolo. Secondo i dati aziendali, questa versione offre capacità d'avanguardia a un prezzo che oscilla tra la metà e un terzo rispetto ai modelli di frontiera concorrenti, e diventerà da subito il motore predefinito dell'app Gemini e delle funzioni AI di Google Search a livello globale.
I tecnici di Big G hanno implementato una profonda ottimizzazione dell'infrastruttura per fare in modo che gli utenti non debbano più scendere a compromessi tra la latenza di risposta e la qualità dell'output. Parallelamente, l'azienda ha potenziato le difese di sicurezza informatica del modello per ridurre la generazione di contenuti sensibili o dannosi ed eliminare i falsi positivi nei rifiuti di risposta. Per quanto riguarda le versioni più pesanti della famiglia, la società ha confermato che Gemini 3.5 Pro è attualmente in fase di test interno e non sarà distribuito su larga scala prima del prossimo mese, mantenendo un approccio cauto e progressivo per la sua release commerciale.
Sul fronte dell'intelligenza artificiale agentica, la novità principale è rappresentata da Gemini Spark, un agente virtuale evoluto integrato nell'applicazione principale e capace di connettersi e ragionare trasversalmente tra i dati delle diverse applicazioni collegate. L'obiettivo dichiarato da Google è permettere al software di compiere azioni complesse per conto dell'utente sotto la sua supervisione, ottimizzando la gestione delle attività digitali quotidiane. Lo strumento debutterà in versione beta la prossima settimana per i tester selezionati e per gli abbonati al piano Google AI Ultra, una mossa che risponde alle richieste degli analisti di Wall Street, desiderosi di vedere un'integrazione nativa e profonda dei servizi a fronte degli ingenti investimenti di capitale sostenuti dal gruppo.
La risposta di Google alle recenti evoluzioni del settore, tra cui spicca il potente modello Mythos di Anthropic specializzato nella ricerca di vulnerabilità software, include anche lo sviluppo di Omni, un "world model" progettato per simulare ambienti fisici. Questa tecnologia, che affonda le radici nelle ricerche pluriennali del team DeepMind, è in grado di prevedere le dinamiche dello spazio reale in base alle azioni dell'utente ed è ampiamente sfruttata nei campi della robotica e del gaming. Omni sarà integrato all'interno di Flash, dell'app Gemini, di Google Flow e di YouTube Shorts, consentendo agli utenti di modificare i video tramite comandi testuali, alterando l'azione registrata o inserendo in modo fotorealistico nuovi oggetti e personaggi all'interno delle clip.