Sviluppati in collaborazione con Samsung, i dispositivi debutteranno in autunno in due varianti di design curate da Warby Parker e Gentle Monster.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 21/05/2026
A più di dieci anni dal celebre fallimento commerciale dei Google Glass, Alphabet si lancia nuovamente nel mercato dei dispositivi indossabili da vista, annunciando l'arrivo dei suoi nuovi occhiali intelligenti. Presentati durante l'annuale conferenza per sviluppatori Google I/O, i dispositivi saranno commercializzati a partire dal prossimo autunno. Rispetto al pionieristico prototipo del 2013 – ritirato dal mercato nel 2015 a causa dell'elevato prezzo di listino e delle aspre polemiche sulla riservatezza –, la nuova scommessa di Big G si presenta con un approccio radicalmente differente, eliminando la componente visiva a favore di un'interazione vocale immediata e discreta.
I nuovi modelli sono stati sviluppati attraverso una partnership strategica con Samsung per la parte hardware e poggiano sulla piattaforma software Android XR, nata dalla sinergia tra Google, Samsung e Qualcomm. Gli occhiali integreranno una micro-telecamera frontale nella montatura e piccoli altoparlanti posizionati sulle stanghette, configurandosi come un vero e proprio "assistente audio" indossabile compatibile sia con i sistemi operativi Android sia con iOS di Apple. L'obiettivo dichiarato da Shahram Izadi, vicepresidente e direttore generale di Android XR, è permettere all'utente di ricevere supporto vocale personalizzato e privato direttamente nell'orecchio grazie all'intelligenza artificiale di Gemini, mantenendo le mani libere e lo sguardo costantemente rivolto verso il mondo circostante.
L'ecosistema Gemini Intelligence consentirà agli occhiali di elaborare in background flussi di lavoro complessi e multi-step: l'utente potrà ad esempio avviare indicazioni stradali calibrate sulla direzione esatta del proprio sguardo, tradurre istantaneamente voci o scritte (come menu e cartelli stradali) riproducendo il tono e il timbro del parlante, o completare piccole commissioni quotidiane come la preparazione di un ordine di cibo su DoorDash, il tutto lasciando lo smartphone in tasca. Per quanto riguarda l'estetica, Google ha puntato sulla massima indossabilità quotidiana stringendo accordi con due noti marchi del settore: Warby Parker, che ha firmato una linea sobria e dal design classico e intramontabile, e Gentle Monster, focalizzata su una collezione dalle geometrie più audaci e orientata all'alta moda.
Nonostante la prima generazione in arrivo sul mercato sia priva di display (la versione con lenti in grado di proiettare testi e immagini è ancora in fase di sviluppo nei laboratori di Mountain View), il ritorno di Google in questo settore riaccende inevitabilmente il dibattito sulla privacy. Il form factor degli occhiali smart, del tutto simile a quello di comuni modelli da vista, solleva forti preoccupazioni circa il rischio che le persone vengano registrate nei luoghi pubblici o contesti privati a propria insaputa, una dinamica che sta già interessando i Ray-Ban prodotti da Meta, i quali hanno registrato vendite record per circa sette milioni di unità. Google dovrà quindi dimostrare di aver appreso la lezione del 2013, muovendosi in un mercato che nei prossimi mesi vedrà anche il debutto dei nuovi occhiali di Snap e l'ingresso, secondo indiscrezioni, di dispositivi analoghi firmati Apple.