La mossa, finalizzata a contrastare i deepfake e l'uso non autorizzato dei cloni generati dall'intelligenza artificiale, punta a tutelare una delle identità vocali più riconoscibili della politica italiana, legata anche al celebre discorso del 2019.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 06/10/2026
a protezione dell'identità digitale e della reputazione passa per la tutela della proprietà intellettuale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha depositato all'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) una richiesta ufficiale per registrare la propria voce come marchio sonoro. L'iniziativa nasce dalla necessità di arginare il fenomeno dei deepfake e l'utilizzo fraudolento di cloni vocali generati tramite l'intelligenza artificiale, capaci di riprodurre fedelmente timbro e intonazione per far pronunciare ai personaggi pubblici dichiarazioni mai rilasciate.
La scelta affonda le radici nella storia comunicativa della leader, legata in particolare al celebre intervento del 2019 a Roma - sintetizzato nello slogan "Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana" -, divenuto prima un tormentone virale sui social grazie a un remix musicale e successivamente il titolo della sua autobiografia edita nel 2021.
Oggi tuttavia il problema assume una portata ben più ampia per la sicurezza e la trasparenza dell'informazione. La rapidità con cui i sistemi di intelligenza artificiale consentono di replicare voci e immagini rende sempre più complesso distinguere un contenuto autentico da uno manipolato, esponendo i rappresentanti istituzionali e i cittadini al rischio di disinformazione e danni reputazionali. Con questa registrazione formale, la premier introduce un nuovo precedente nella tutela legale della propria identità pubblica di fronte alle sfide tecnologiche del presente.