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Kaspersky individua oltre 31mila e-mail di phishing basate sull'abuso dei sistemi di autenticazione Microsoft

La campagna, attiva tra agosto e settembre, utilizza comunicazioni fittizie per l'aggiornamento delle credenziali e la firma di documenti, deviando il traffico verso risorse malevole attraverso l'impiego di applicazioni registrate ad hoc.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 12/10/2026

Una nuova e insidiosa campagna di phishing sfrutta la legittimità dei servizi di autenticazione Microsoft per eludere i controlli di sicurezza e colpire gli utenti. Tra il 1° agosto e il 18 settembre, le soluzioni di Kaspersky hanno bloccato oltre 31.000 e-mail false basate su questa tecnica, confermando l'evoluzione delle strategie criminali volte a sfruttare infrastrutture IT affidabili per fini illeciti.

Il meccanismo d'attacco ricostruito dagli esperti di sicurezza informatica parte dall'invio di comunicazioni mascherate da avvisi ufficiali dell'azienda di Redmond, che esortano le vittime a cliccare su un collegamento per aggiornare le proprie credenziali o sottoscrivere documenti digitali. Per attuare il raggiro, i cybercriminali sfruttano il Centro di amministrazione di Microsoft Entra: dopo aver configurato un account e registrato una nuova applicazione, inseriscono nel campo dedicato all'URI (Uniform Resource Identifier) di reindirizzamento il link diretto al proprio sito dannoso. In questo modo, l'utente che clicca sul collegamento viene reindirizzato verso una risorsa contraffatta, progettata appositamente per sottrarre informazioni personali o installare software malevolo.

L'analisi tecnica evidenzia inoltre come gli aggressori riescano a incorporare contenuti ingannevoli all'interno delle notifiche legittime del servizio, sfruttando account di prova o licenze economiche per manipolare i campi di visualizzazione e le credenziali di utenti fittizi, associati successivamente agli indirizzi e-mail reali delle vittime designate. Un fenomeno che sottolinea ancora una volta l'importanza di mantenere alta la guardia e di verificare sempre con attenzione l'origine delle comunicazioni digitali ricevute.



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