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L'Italia accelera sul second hand: il Recommerce Report 2026 di eBay svela il boom del digitale e del mercato oltre confine

La sesta edizione dell'indagine globale traccia il profilo dei consumatori italiani: il mercato dell'usato non è più solo una scelta di risparmio, ma un pilastro strategico della spesa sostenibile, trainato dalla generazione Z e dagli acquisti cross-border.

Autore: Redazione BitCity

Pubblicato il: 08/10/2026

Il mercato dell'usato si conferma un alleato strategico per le famiglie e un trend inarrestabile per il commercio digitale. Secondo il Recommerce Report 2026 – la sesta edizione della ricerca globale condotta da eBay su un campione di oltre 10.500 consumatori e 1.700 venditori internazionali – l'Italia mostra un dinamismo superiore alla media mondiale, distinguendosi per una forte vocazione digitale e una spiccata apertura verso le transazioni internazionali.

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Nello scenario attuale, segnato dalle pressioni sul costo della vita, il 77% dei consumatori italiani ritiene che l'acquisto di prodotti di seconda mano sia importante per la gestione del bilancio domestico, superando di oltre 7 punti percentuali la media globale. Non è solo la convenienza economica a guidare le scelte, ma una combinazione di fattori che unisce la ricerca della sostenibilità ambientale – per prolungare il ciclo di vita dei prodotti e ridurre gli sprechi – e il desiderio di trovare pezzi unici, articoli vintage o oggetti da collezione.

L'indagine evidenzia peculiarità molto marcate nel nostro Paese, a partire dalla digitalizzazione dei canali d'acquisto. Il 41% degli italiani sceglie di comprare beni di seconda mano esclusivamente online (un dato che si ferma al 28% a livello globale). Tra i giovanissimi la transizione digitale è quasi totale: ben il 58% della Gen Z acquita articoli second hand unicamente sul web.

Accanto agli acquirenti cresce anche la platea dei venditori: il 43% degli italiani dichiara di aver venduto beni usati online negli ultimi dodici mesi (con un picco del 51% nella fascia d'età tra i trenta e i quarantacinque anni), mossa principalmente dall'esigenza di fare spazio in casa (63%) e dal recupero di un guadagno extra (43%). Inoltre, i consumatori italiani dimostrano una notevole propensione al commercio oltreconfine: la metà del campione (50%) si dice a proprio agio nell'acquistare da venditori esteri, superando la media mondiale (39%) e mostrando minori timori riguardo a barriere linguistiche, costi di consegna o sicurezza dei pagamenti.

Le categorie merceologiche più dinamiche restano l'abbigliamento (scelto dal 35% degli acquirenti), seguito dai prodotti di intrattenimento e media come libri e vinili (30%) e dall'elettronica (26%). Il mercato guarda al futuro con ottimismo: quasi 9 italiani su 10 (87%) prevedono di mantenere o aumentare i propri volumi di spesa nel second hand nei prossimi dodici mesi, confermando come il commercio circolare sia ormai entrato stabilmente nelle abitudini quotidiane del Paese.



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