L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, intervenuta agli EGR Awards, traccia il quadro sulle sfide tecnologiche dei social media e auspica l'introduzione di una whitelist per contrastare il gioco illegale.
Autore: Redazione BitCity
Pubblicato il: 22/10/2026
L'evoluzione dei social network e l'impatto dell'intelligenza artificiale stanno rendendo il monitoraggio dei contenuti online sempre più complesso sia per il dibattito politico sia per il settore del gaming. Il quadro è stato delineato da Davide Gallino, dirigente dell'Ufficio disciplina, vigilanza e sanzioni dei servizi media dell'AGCOM, durante il suo intervento agli EGR Awards nel corso di un panel sulla legalità moderato da Moreno Marasco, presidente di LOGICO.
Secondo i dati presentati da Gallino, circa il 30% del traffico web registrato sui profili a sfondo politico è generato da bot automatizzati. Una dinamica analoga si riscontra nel settore del gioco non autorizzato, dove l'ingaggio di influencer su piattaforme come Instagram permette di veicolare rapidamente gli utenti verso canali Telegram privi di controllo. Questo fenomeno sfrutta velocità operative che rendono inefficaci le verifiche manuali effettuate a posteriori.
In merito al ruolo dell'intelligenza artificiale e alle prospettive del settore, il dirigente dell'AGCOM ha spiegato che i reali effetti della trasformazione portata dall'AI si potranno valutare compiutamente tra tre anni, momento in cui occorrerà definire nuove regole o adattare quelle esistenti. Analogamente a quanto accaduto per piattaforme come YouTube, passate da canali alternativi a media tradizionali, l'AI diventerà l'attore principale della comunicazione digitale.
Per contrastare la diffusione del gioco illegale, l'AGCOM punta a intervenire direttamente sui flussi di contenuti tecnologici piuttosto che sui singoli profili. La soluzione indicata riguarda l'adozione di una whitelist integrata con i sistemi delle grandi piattaforme social, ovvero un meccanismo di certificazione digitale che autorizzi la pubblicazione dei soggetti in regola oscurando preventivamente gli operatori non autorizzati. Valutando la proposta di un albo per gli affiliati virtuosi, Gallino ha ribadito che senza un filtro tecnico automatizzato concordato con le piattaforme, le liste formali rischiano di risultare inefficaci contro la proliferazione dei canali irregolari. L'Autorità sta inoltre completando l'aggiornamento del quadro normativo, con l'imminente varo delle nuove linee guida a seguito delle consultazioni con gli operatori.